È proprio vero che si ritorna sempre dove si è stati bene: l’Inter di Antonio Conte ricomincia da capo e - dopo settimane turbolente - torna dove tutto è cominciato. Addio trequartista: il 3-5-2 che ha issato i nerazzurri al vertice del calcio europeo viene riproposto con nuovi interpreti, ma la musica non cambia. Il Sassuolo secondo in classifica si schianta contro la solidità ritrovata di un’Inter che si arrocca sui suoi migliori giocatori e indirizza la partita fin dai primi minuti: l’uno-due di Sanchez e Chiriches aiuta la squadra di Conte a ritrovare serenità e ad amministrare la partita. Il primo sorriso ma, soprattutto, la prima prestazione difensivamente solida dopo mesi di mugugni: Conte ha premuto il tasto reset e ha riportato tutto lì dove si era interrotto, al termine di Siviglia-Inter. Basterà a raddrizzare una stagione che stava naufragando?
ORIGINI - La parola d’ordine è semplice: ordine. Conte rimette a posto le idee e guida i suoi nella tempesta. L’Inter schiera tre centrocampisti in linea, con Barella che abbassa il suo raggio d’azione e dà ritmo davanti la difesa. La mossa di Bastoni paga: quando il Sassuolo imposta, Conte chiede all’azzurro di sganciarsi e portare densità sul possesso dei padroni di casa. Che sono spesso imprecisi e farraginosi: entrambi i gol d’apertura nascono da situazioni di recupero, con Chiriches sfortunato protagonista. Prima Lautaro gli intercetta un pallone sanguinosissimo che Sanchez è lucido a concludere a rete. Poi, anticipa Pegolo in angolo e sugli sviluppi si butta in porta la palla in un maldestro tentativo di spazzata. Da quel momento, il Sassuolo ricomincia a giocare e si scuote grazie a un palo di Djuricic. I neroverdi prendono in mano la partita, ma l’Inter non toglie mai le mani dal volante e il primo tempo si chiude senza scossoni.
IL RITORNO - L’anno scorso è stato uno dei “sacrificati” nella corsa all’Europa League, seduto in panchina per un redivivo Godin. Ad agosto è stato a un passo dalla cessione al PSG, per poi ritrovarsi confinato in Slovacchia a causa del CoVid-19. Alla fine, Milan Skriniar è tornato a casa e ha sfoderato una prestazione maiuscola, in un secondo tempo di gestione. Se l’Inter doveva trovare un modo per ripartire, ritrovare la solidità del centrale slovacco è una delle chiavi di volta: lui, de Vrij e Bastoni sono la miglior garanzia di solidità di questa squadra. E se i secondi 45’ l’Inter li comincia in apnea, tanto che Conte pensa subito a qualche cambio a centrocampo, Skriniar e Bastoni rimandano al mittente ogni tentativo avversario e sigillano la porta di Handanovic. Il terzo gol di Gagliardini spegne definitivamente la partita: Vidal si libera della pressione con un controllo destro-sinistro, per poi aprire su Darmian, uno dei volti migliori di questa Inter - e uno dei migliori in generale, in questa travagliata prima parte di stagione. Darmian serve Gagliardini che in un impeto di foca si coordina e colpisce di mezzo esterno: un gol bellissimo che regala un pomeriggio di tranquillità alla squadra - e a tutti i suoi tifosi.
E ORA? - È la stessa domanda fatta al termine della gara contro il Real Madrid. Al netto della vittoria contro la Juventus, l’Inter è riuscita a tenere dietro alcune inseguitrici e potrebbe avere la possibilità di avvicinarsi alla vetta, in un campionato in cui le gerarchie sono tutt’altro che scritte. Ma una rondine non fa primavera: la strada è ancora lunga e le difficoltà della squadra sono ancora lì, presenti. Martedì, contro il Borussia Mönchegladbach c’è un’altra partita da dentro o fuori: vincere in terra tedesca o abbandonare, ancora una volta, la competizione più importante d’Europa. A fine partita, Conte ha tirato fuori il vecchio spirito gagliardo e ha lanciato frecciatine sparse, sintomo che la barra della tensione agonistica è tornata ad altissimi livelli. Non basta una prestazione a raddrizzare una stagione, ma serviva una risposta: battere la seconda miglior squadra della Serie A senza patire è un passo in avanti. Adesso rimane la parte più difficile della scalata: riconfermarsi.
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Autore: Marco Lo Prato / Twitter: @marcoloprato
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