L'Inter batte il Cluj nell'andata dei sedicesimi di Europa League, a San Siro. In gol Rodrigo Palacio con una doppietta. Analizziamo la gara... da Zero a Dieci.

ZERO gol subiti dall'Inter contro il Cluj. Un segnale importante dopo cinque partite con reti prese da Handanovic, tra campionato e Coppa Italia. Non perfetta la prestazione dei difensori, ma Ranocchia su tutti torna a far bene e la retroguardia si concede una serata d'aria fresca.

UNO il tiro in porta vero e proprio del Cluj a San Siro. Una punizione di Rada disinnescata da Handanovic sul proprio palo, per il resto poco altro: la qualificazione è davvero vicina, quasi più per la pochezza dei romeni che per il 2-0 interno a tinte nerazzurre.

DUE uomini saltati come birilli da Fredy Guarin nell'occasione dell'1-0: torna demonio, torna esplosivo, trattenerlo a tratti è impossibile. Fredy è un cane sciolto che esalta gli attaccanti, contro il Cluj è come viaggiare in Ferrari durante una corsetta tra amici. Altra categoria.

TRE soli palloni persi da Mateo Kovacic, su una valanga di palloni toccati. Una sinfonia continua, non a caso è nato in Austria. Sneijder, i tweet e le scaramucce sono il passato, Kovacic è presente e futuro. E che giocatore: debutta al Meazza a testa alta, con personalità, passaggi di qualità, nessuna paura di portare palla e servire i titani che si ritrova davanti. Qualche passeggiata palla al piede di troppo, ma per un '94 è normale e giusto, su questo si può crescere. Di talenti così non se ne vedono spesso. E San Siro se ne accorge: applausi alla Scala del Calcio, sta nascendo un prodigio. Se poi sventaglia palloni come quell'assist per Palacio... chapeau! Chiamatelo Mozart.

QUATTRO secondi di silenzio e poi una dichiarazione molto bella: "Auguri a Milito, perché i campioni devono giocare in campo e non stare in infermeria. Spero torni prestissimo". Firmato, Paulo Sergio, allenatore del Cluj. Tutti applaudono in sala stampa. Parole di un vero uomo di calcio.

CINQUE a Matias Silvestre. Non convincente in molte uscite, fortunato a tratti, graziato talvolta dalla sterilità delle punte romene. Ma deve ancora fare tanto se vuole ritagliarsi qualcosa di importante in un'Inter che non pare propensa a puntare su di lui per il futuro. Impaurito.

SEI ai due esterni. Perché Pereira più di Nagatomo regge bene la sua fascia, convince e cresce alla distanza. Prestazione positiva da cui ripartire per entrambi, specialmente per l'uruguaiano.

SETTE gol in Europa League per Rodrigo Palacio. Semplicemente spietato quando fiuta l'aria europea: punisce il Cluj subentrando a Milito, il pallonetto del raddoppio è roba da prestigiatore con l'istinto del killer. E ne spreca anche un paio. Protagonista, sempre.

OTTO minuti prima del pianto. Tanto dura la maledetta notte europea di Diego Milito, Principe della sfortuna: rientra con il Chievo, segna, ora torna nel baratro con una doppia lesione che vuol dire stagione finita. Uno come lui non merita questo tunnel. Forza Diego!

NOVE alla rabona di Antonio Cassano, fotografia della serata del barese: apre la sua famosa scatola di cioccolatini, ne distribuisce in quantità industriale ai compagni con colpi da campione qual è. Ma quella rabona con cui manda Palacio davanti al portiere è da rivedere per ore senza stancarsi mai.

DIECI ai tifosi dell'Inter. Perché l'abbraccio meraviglioso dedicato a Milito è uno spot per il calcio: una dimostrazione di affetto pazzesca, tra messaggi e tweet, hashtag e incoraggiamento sui social, in qualsiasi modo e a qualsiasi latitudine. Tutti per il Principe, Diego una cosa la sa: sugli interisti può contare. Sempre. Perché chi ama non dimentica.

Sezione: Da Zero a Dieci / Data: Ven 15 febbraio 2013 alle 02:43
Autore: Fabrizio Romano / Twitter: @FabRomano21
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