Dopo l'infelice addio pronunciato alla Coppa dalle grandi orecchie, l'Inter torna in campo per un impegno infrasettimanale di coppa, ma stavolta il trofeo in palio è la Coppa Italia. Per approdare a Roma, dove si giocherà l'atto finale, la squadra di Chivu dovrà prima affrontare nel doppio confronto di semifinale il Como di Cesc Fabregas. Doppio confronto che i nerazzurri inaugurano questa sera allo Stadio Sinigaglia della città lombarda dove i milanesi si presentano senza tifosi, ai quali il Viminale ha vietato le trasferte fino al prossimo 23 marzo (derby escluso), e una formazione che permette ad alcuni dei suoi uomini più utilizzati di rifiatare in vista di un altro derby, giusto un attimino più sentito di quello andato in scena questa sera nella bombonierina incastonata tra lago e montagna. L'Inter si presenta in casa dei comaschi con Pepo Martinez tra i pali, protetto da una linea difensiva a tre sulla carta, a cinque sul campo. Se i tre designati a stare davanti allo spagnolo sono Bisseck, Acerbi, Bastoni, a scendere spesso a dare una mano dietro sono anche i due quinti di centrocampo, ovvero Darmian a destra e Carlos Augusto a sinistra. In mediana torna Hakan Calhanoglu, reduce dal gol contro il Genoa e del tutto recuperato dopo l'affaticamento che lo aveva fermato per la doppia sfida col Bodo Glimt, accompagnato dalle due mezzali Frattesi e Sucic, alle spalle del duo d'attacco Diouf-Pio Esposito, con il francese che spesso si allarga e si abbassa quasi sulla linea del centrocampo, lasciando che il 94 con la maglia bianca spicchi lì davanti a mo' di prima punta. 

PRIMO TEMPO - Non regala particolari emozioni la prima frazione di gioco, animata solo dai tifosi di casa che s'infervorano ogni qualvolta Bastoni tocca palla, inondandolo di fischi che a distanza di giorni iniziano a suonare alquanto ridicoli. Nei quarantasei minuti di gioco si registrano più cadute e scivoloni che tiri in porta, da una parte e dall'altra, e la prima frazione si sviluppa praticamente a centrocampo, dove entrambe le squadre concentrano la loro densità. A far capolino dalle parti della metà campo avversaria è più la squadra di casa che tenta un paio di volte di impensierire i vicecampioni d'Italia, alla mezz'ora circa pizzicati dal tanto agognato Nico Paz che con un sombrero ha tentato di sbarazzarsi della difesa nerazzurra, ma invano: palla di cui si cura Martinez e 0-0. È ancora l'argentino, qualche minuto dopo, a mettere alle corde i ragazzi di Chivu, protetti dai guantoni dell'ex Genoa che devia in angolo il tentativo da fuori area del 10 di Fabregas. Adesso è il Como a fare la partita e l'Inter a tamponare i tentativi di incursione dei padroni di casa che ancora fanno rammaricare i tifosi sugli spalti al 42esimo quando i lariani sfiorano il vantaggio dopo una bell'azione di Vojvoda che, dopo aver ricevuto palla ancora da Nico Paz, lascia a sedere Bastoni, ma calcia di poco a lato, mandando il pallone direttamente sul fondo. È questa l'ultima vera azione del primo tempo, prima che Di Bello fischi due volte e manda a riposo le due squadre sullo 0-0.

SECONDO TEMPO - Il secondo tempo comincia con l'Inter subito aggressiva e propositiva che colpisce un palo che va ad aggiungersi alla già lunga lista di legni colpiti dalla Beneamata nelle ultime uscite. A battezzare quello della porta di Butez è Darmian che dopo aver intercettato un lancio lungo di Pepo Martinez, da posizione angolata calcia d'esterno e fa tremare la porta sotto il settore ospiti che resta però ancora inviolata. Il Como però non si lascia spaventare e al contrario ribatte subito con Smolcic che mette in mezzo all'area di rigore per Valle, ma il difensore dei lariani colpisce male e manda fuori un pallone che sarebbe potuto diventare velenoso per i cugini e invece avvelena i tifosi sugli spalti che si disperano. A fare i primi cambi è Chivu che due minuti prima dello scoccare dell'ora di gioco sostituisce Darmian, Pio Esposito e Calhanoglu rispettivamente con Dumfries, Thuram e Zielinski e solo dieci minuti dopo, o poco meno, mischia ancora le carte inserendo Luis Henrique al posto di Diouf. Forze nuove che non danno al tecnico romeno subito i frutti sperati e a tornare a picchiare verso la porta dell'estremo difensore avversario è la squadra di Fabregas che più scorre il cronometro più cerca il supporto di un pubblico che richiama a gran voce e gesti. Cambia anche l'allenatore spagnolo che al 70esimo inserisce Diao al posto di Sergi Roberto e una decina di minuti dopo chiama in campo anche Van der Brempt e Moreno al posto di Valle e Vojvoda. Ma anche la freschezza ricercata dal tecnico di casa non dà l'apporto cercato: pressing, baricentro alto e manovra a trazione anteriore non giovano alla causa dei lariani che non riescono a trovare la porta ma neppure la conclusione ed è ancora tempo di mescolamento di carte. Cambio ancora per l'Inter con Mkhitaryan che subentra a Frattesi e cambia ancora pure Fabregas e a lasciare il campo è stavolta Nico Paz, mai davvero protagonista e al contrario piuttosto evanescente negli 87 minuti in campo. Al posto dell'argentino entra Douvikas e con lui anche Baturina che prende il posto di Caqueret. Il tempo a disposizione scorre inesorabilmente e al 90esimo Di Bello concede tre minuti di extra-time che non giovano a nessuna delle due compagini: questo gol non s'ha da fare e si conclude a reti inviolate una gara tatticamente ben orchestrata, ma tutt'altro che spettacolare. Verdetto tutto da scrivere al Meazza.

Sezione: Focus / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 23:00
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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