"Ammetto che avevo puntato molte fiches sull’Inter. Credevo che potesse superare il turno per almeno tre motivi: 1) la superiorità tecnica rispetto agli avversari, che all’andata avevano sfruttato il fattore-campo (sintetico) e l’ambiente polare per gelare i nerazzurri; 2) il buon momento che sta attraversando la squadra di Chivu come dimostra il vantaggio in classifica in campionato (più 10 sul Milan che è secondo); 3) la spinta del pubblico di San Siro che, in certe serate, è davvero un altro giocatore. Invece tutte queste ragioni, ispirate dalla logica e non soltanto dal tifo per una squadra italiana, sono andate a farsi benedire. Il Bodo Glimt ha eliminato l’Inter, e il verdetto è decisamente clamoroso se si considera il valore, in termini qualitativi, di spese e di fatturato, dei due club". Questo il commento di Arrigo Sacchi pubblicato oggi sulla Gazzetta dello Sport.

"Così la rappresentante italiana più forte, quella che nella passata stagione è arrivata fino alla finale, quella che ha in assoluto l’organico più attrezzato per affrontare una manifestazione come la Champions, finisce in castigo. Io resto dell’idea che l’Inter si sia buttata nella prima fase, quando dopo una serie di 4 vittorie consecutive si è complicata la vita perdendo 3 scontri di fila e guadagnandosi il playoff solo all’ultimo turno. Andava gestito meglio il vantaggio accumulato all’inizio. Resta il fatto che la squadra più forte d’Italia è stata eliminata da una norvegese: sarà anche che il calcio contemporaneo si è livellato (verso il basso), ma qualche domanda bisogna porsela. Ora ai nerazzurri resta il vantaggio di 10 punti da difendere per arrivare allo scudetto. Non pare un’impresa particolarmente impegnativa, visto anche il cammino di chi insegue, però l’amarezza per questa eliminazione rischia di compromettere il resto del percorso".

Sezione: Copertina / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 08:42 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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