Dalle sfide di Champions a quelle cruciali per qualificarsi alla competizione del prossimo anno. L'Inter torna a San Siro per sfidare il Monza effettuando cinque cambi in formazione rispetto al successo del da Luz contro il Benfica, uno solo rispetto al pari di nove giorni fa in casa della Salernitana. E a meno quattro dal secondo round contro i portoghesi, Inzaghi se la gioca in campionato con il consueto 3-5-2. Onana confermato tra i pali, davanti a lui al centro della difesa c'è De Vrij con Darmian e Bastoni ai lati. A centrocampo nuova chance per Asllani in cabina di regia affiancato da Barella e Mkhitaryan, Dumfries e Gosens sulle fasce, in attacco si riforma la coppia Lukaku-Correa. Brianzoli schierati da Palladino con il 3-4-2-1, con Sensi e Rovella in mediana, Pessina e Colpani sulla trequarti alle spalle dell'unica punta Dani Mota.
Come da pronostico l'Inter prova a fare sin dai primi minuti la partita alla ricerca subito del gol, ma trova davanti a sé un Monza organizzato e compatto nel difendere davanti all'area, con gli esterni Ciurria e Carlos Augusto che abbassandosi per rimanere attenti al posizionamento di Dumfries e Gosens creano una sorta di difesa a cinque. Lukaku e Correa giocano spalle alle porta e anche per loro due diventa difficile attaccare la profondità, visto soprattutto il baricentro basso dell'avversario. In mezzo gli spazi rimangono sempre intasati grazie all'attenzione dello schermo dei marcatori brianzoli, mentre ai nerazzurri mancano fluidità di manovra e le idee. Bastoni e Darmian si sovrappongono sulle ali, poi Correa riesce a sfuggire alla ragnatela biancorossa sganciandosi sulla trequarti e trovando subito l'uno due con Lukaku, ma il suo sinistro è neutralizzato in tuffo da Di Gregorio. Al 29' primo cambio della partita con Sensi che dà forfait, al suo posto entra Caprari che si schiera con Colpani in supporto a Dani Mota, mentre Pessina scende in mediana. Succede poco altro prima dell'intervallo: il Monza fa capire di avere calda l'arma del contropiede con alcune timide folate che comunque non impiensiriscono mai Onana, dall'altra parte Lukaku continua nel lavoro sporco da centravanti boa, con Barella e Mkhitaryan che provano ad approfittare delle sponde del belga, ma i loro tentativi vengono stoppati con le buone o con le cattive come in occasione del fallo di Izzo sull'armeno che provoca la punizione calciata sopra la traversa da Asllani.
Il Monza apre la ripresa con ben altro spirito e cerca di sorprendere l'Inter in velocità: da una parte Ciurria sfida Gosens arrivando fin dentro l'area, dall'altra Carlos Agusto costringe all'intervento in stirata De Vrij che si infortuna, dentro allora Acerbi al posto dell'olandese. Gli ospiti così corrono il rischio di scoprirsi, mentre la squadra di Inzaghi contrattaccando trova più spazi e va vicina al gol, con il secondo intervento provvidenziale di Di Gregorio sul colpo di testa di Lukaku, servito dal cross del neo entrato Acerbi. Al 59' Palladino si gioca altri due cambi con gli ingressi di Birindelli e Machin per Colpani e Rovella. L'equatoguineano è subito protagonista in mezzo al campo fermando Barella e dando il via al contropiede che porta al mancino di Dani Mota di poco alto sopra la traversa, mentre Pessina sale in cattedra orchestrando palla al piede i ribaltamenti di fronte e guadagnando anche il fallo con cartellino giallo di Mkhitaryan. Al 71' Inzaghi cambia ancora addirittura con tre sostituzioni: entrano Brozovic, Calhanoglu e Lautaro, fuori Asllani, Mkhitaryan e Correa. Inter d'assalto negli ultimi 20 minuti mentre il Monza si arrocca nella propria trequarti. I nerazzurri alzano il pressing e la rapidità nelle giocate, Bastoni fa da esterno aggiunto e Brozovic è il play-maker della squadra. Calhanoglu però tra le linee perde una palla preziosa e dal solito contropiede portato avanti dall'inesauribile Pessina, Dani Mota dal nulla guadagna il corner da cui sbuca Caldirola che, lasciato completamente libero da Bastoni, firma il sempre pù classico gol dell'ex contro la Beneamata. Inzaghi si gioca il tutto per tutto con la carta Dzeko al posto di Darmian, Palladino manda in campo Marlon e Valoti richiamando in panchina Izzo e Dani Mota. L'Inter attacca a pieno organico negli assalti finali disperati ma non riesce ad evitare l'undicesima sconfitta, la terza consecutiva fra le mura amiche. Onana chiude il match quasi con i guanti puliti, 7 tiri del Monza di cui 2 nello specchio del portiere camerunese, mentre i nerazzurri hanno calciato in porta 26 volte con 6 tentativi neutralizzati da Di Gregorio.
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DanieleAlfieri7
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