"L'occasione di Dumfries avrebbe fatto girare la partita dalla nostra parte, prima del gol di Luis Alberto" sono queste le parole di Inzaghi nel dopo partita. Sembra già una resa. Parole queste che nessun tifoso vorrebbe mai ascoltare. Un grande allenatore sa che con i "se"e con i "ma" non si risolvono i problemi né tanto meno le partite. La sconfitta contro la Lazio ha evidenziato i limiti dell'allenatore interista: incapacità di leggere le partite con evidenti errori nei cambi e soprattutto incapacità di cambiare assetto della squadra in partita in corso. Limiti questi che peseranno nelle competizione sia nazionali che internazionali. Una squadra quella interista che si trova sempre in difficoltà quando incontra formazioni che pressano alte, che giocano compatte e sono veloci in contropiede. E un modulo di gioco, il 3-5-2, che diventa vincente quando ci sono spazi da sfruttare e il pressing no è asfissiante. Forse giocando un po' di più in verticale con semplici scambi di "dai e vai" (stile basket) si creerebbero più pericoli e più occasioni inoltre con squadre chiuse e ben organizzate il gioco andrebbe velocizzato con passaggi di prima intenzione e non i soliti fraseggi e passaggi che dalla nella trequarti avversaria riportano il pallone nei piedi di Handanovic. Che noia! Tutti hanno già capito come mettere in difficoltà i nerazzurri: basta chiudere le fasce esterne e togliere respiro a Brozovic. E non ci si attacchi alla partenza di Perisic per giustificare le sconfitte: un giocatore pur bravo che sia non vincerà mai da solo le partite, alcune ma non tutte. Amala, sempre".
Barbara
"Buongiorno,la mattina dopo Strazio Inter,porta,come giusto che sia a delle riflessioni dopo quello visto sul campo cominciando da chi è stato schierato dal primo minuto ,Gagliardini,ora io non voglio dileggiare il ragazzo,ma lui e il gioco del calcio continuano a vivere in luoghi diversi senza incontrarsi mai,perchè faccia ancora parte dell organico neroazzurro non lo capisco e voglio chiarire che parlo del giocatore non della persona,il nostro mister ha mandato un chiaro "ho paura"mettendolo in copertura a Milincovich,il problema è che i "Gagliardini,se li spalma nei panini..."con tutto quello che ne consegue,a condire questo avvio sbagliato cè stata pure una lettura lenta dei cambi,e quelli fatti sono stati a mio modo di vedere anche caotici,insomma una brutta serata,l unica cosa che mi sento di dire,e che ci serva da lezione,la via per il "rock"è ancora lunga,i mezzi per percorrerla fino in fondo li abbiamo,quindi forza ragazzi,lavoro impegno e dedizione,cosi il campo vi sorriderà AMALA grazie".
Gianluca
"Di solito in questo periodo dell'anno il calcio anni fa proponeva il cosiddetto calcio d'agosto.. quello per divertire gli spettatori.. giunti dopo una giornata di mare vogliosi di vedere gol e spettacolo dei loro nuovi beniamini.. c'erano i triangolari.. i trofeo di sponsor più o meno famosi o i mini tornei..fra i giocatori si ride e si scherza.. gli allenatori provano nuovi schemi fanno mettere minuti nelle gambe ai giovani di domani e sperano di andare ai rigori..o agli shoutout (chi se li ricorda?) tra una risata e l'altra con i loro colleghi di panchina. Quest'anno NO! Adesso non è più calcio d'agosto.. sono partite che valgono tre punti e perderli sappiamo bene cosa significa memore dello scarto dello scorso anno che ci ha negato la gioia più grande.. le gambe devono subito girare a mille.. non si possono fare esperimenti..cambiare schemi.. (vero Inzaghi?) la voglia di vincere la cattiveria sotto porta per fare un gol più dell'avversario deve esserci dal primo minuto.. le sconfitte fanno male..sempre.. quelle del calcio d'agosto un po meno..a patto che servono per non ripeterle più nei mesi successivi.. Amala".
Christian
"La partita con la Lazio ha messo in evidenza due modi antitetici di vedere il calcio. Uno, quello dell''Inter basato su ruoli per lo più precisi interpretati da ben individuati calciatori, l'altro sulla coralità di gioco senza ruoli ferreamente definiti ed assegnati. La prima scelta prevede una potenza notevole abbinata a tanta disponibilità di corsa associata a la gran parte di quelli in campo e devono sempre andare a mille. La seconda idea si basa su ruoli definiti ma interpretabili da calciatori di volta in volta diversi ed in posizioni diverse, in questo caso occorre una ferrea copertura degli spazi ed una buona tecnica di base nel tocco palla per non dire ottima. Si può constatare che in Europa, nei top club, prevalga la scelta della seconda opzione salvo poche eccezioni (Liverpool, Atletico M.). Certo tutto dipende dalla preparazione atletica ma questa se deficitaria pesa molto più nella prima scelta tattica che nella seconda e la partita di ieri sera lo ha confermato. Ultima considerazione, tra l'innesto di Lukako e la perdita di Perisic pesa maggiormente questo'ultima. Ivan garantiva oltre che gol, assist e cross anche una eccezionale fase di interdizione, anche difensiva. Cosa questo'ultima che garantiva alla difesa di schierarsi sempre a quattro dinnanzi la porta cosa che i sostituti (D'imbarco e Gosens) non garantiscono. Ecco i troppi gol ed occasioni avversarie subite. Speriamo sia solo una questione di preparazione ma ho l'impressione che qualcosa si stia rompendo nella testa dei calciatori. Io comunque sono per la seconda idea di calcio e purtroppo la storia Inter non ha mai voluto cercare di applicare quindi per vincere occorre dedizione agli schemi, potenza atletica, giocatori specializzati e mentalità vincente perché se nell''ungranaggio si insinua un granello di sabbia e Sarri ieri c'è lo ha messo, il tutto si inceppa. Speriamo bene nel seguito".
Fredrik
"Soltanto una curiosita': Se contro la Lazio si snatura una squadra per mettere un uomo a perdere su un buon giocatore che comunque non è Maradona, contro Barcellona e Bayern si andrà in un canile ad assoldare qualche mastino napoletano? Ahi ahi Inzaghi, che poi, come se non bastasse, in conferenza ribadisce: "eravamo partiti bene, li stavamo limitando" Dalle mie parti su dice: " a mare siamo" ...".
Raita
"Al primo scontro di un certo livello l'Inter si sgretola e Inzaghi le da una mano sbagliando tutti i cambi (un brutto vizio che non vuol proprio togliersi). Non ci siamo e non ci sono attenuanti perché la Lazio ha vinto con merito al cospetto di un'Inter la cui linea difensiva, e non solo, ha toppato clamorosamente. Un pesantissimo 3-1 come lo scorso anno (in casa le aquile quando vedono neroazzurro si esaltano oltre ogni misura) ma questa volta il risultato è gravato da errori inaccettabili (anzi da oratorio) per una squadra additata a puntare in alto anche se dopo l'incredibile flop nello scorso campionato son pochi gli interisti a metterla una spanna sopra gli altri. In questa babele anche la società ha le sue colpe perché cedere Perisic (il vuoto che ha lasciato è incolmabile) e tenere calciatori non proprio da Inter (Correa, Gagliardini, Gosens... e meno male che il leone in gabbia "Sanchez" ha cambiato aria) con l'aggravante di lasciar partire giovani dalle belle speranze (l'ultimo in ordine di tempo Casadei...) è il chiaro segnale che non si vuole crescere e se non si cresce vincere "tituli" che pesano è impresa ardua. Nell'anticipo di sabato prossimo (dopo aver affrontato la Cremonese dell'ex Radu nel turno infrasettimanale) il derby avrà già un'importanza capitale. Riuscirà una squadra alla ricerca di se stessa (il 3-0 allo Spezia vale poco se poi si assiste a questi crolli verticali) a riprendersi ciò che il derby le ha tolto qualche mese fa...?... AMALA...!!! ".
Francesco
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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