Ivano Bordon che oggi festeggia 70 anni e ha parlato in esclusiva alla Gazzetta dello Sport.

La sua Inter le ha già regalato lo scudetto in anticipo: se l’aspettava?
"Ci speravo dopo il successo sulla Juve, ma la svolta decisiva è stata la vittoria nel derby".

Come 50 anni fa quando lei vinse il primo scudetto dopo un sorpasso sul Milan…
"Debuttai a 19 anni in A in un derby, sostituendo Lido Vieri che per me è stato un maestro. Giocai soltanto nove partite, ma ero in campo a Catania nel giorno in cui superammo il Milan".

Cosa pensa di Handanovic?
"Anche lui può andare avanti molti anni. Ha grandi qualità e fisico. Mi ha appena agganciato per numero di presenze all’Inter, ma gli auguro di battere il mio record di imbattibilità di 686’ che dura dal 1980".

Quando allenava Buffon alla Juve, c’era anche Conte: immaginava che sarebbe diventato così bravo come allenatore?
"Sì, perché ricordo la sua grinta. Una volta sul lettino dei massaggi disse: “Non guardiamo gli altri, pensiamo soltanto a vincere noi”. E oggi, come era successo a me alla Juve, ragiona da professionista, con la testa soltanto all’Inter. Mi ricorda Bersellini, perché anche lui è un martello. Ha costruito un’Inter solida, valorizzando giovani come Bastoni e Barella. A parte Lukaku e Lautaro, mi piace molto Hakimi".

Che cosa serve per vincere anche in Europa?
"L’Inter può aprire un ciclo, ma servono tre innesti di qualità. Penso soprattutto a un’alternativa a Lukaku, il sogno sarebbe... Mbappé".

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Sezione: Rassegna / Data: Mar 13 aprile 2021 alle 09:48 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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