La Repubblica propone oggi una lunga intervista a Marco Tardelli, campione del mondo 1982 e oggi candidato per guidare l'Assocalciatori nel prossimo futuro. Secondo Tardelli, quel che il calcio può fare oggi per la collettività è "risolvere i propri problemi da solo. Senza chiedere niente a nessuno, senza aiuti di Stato, utili per cose più serie".

Anche nella contrattazione per gli stipendi, l'ex calciatore e allenatore non è d'accordo su alcuni punti. "Dire che gli stipendi non si toccano non è costruttivo, ma la discussione con i club doveva avere basi diverse: sarebbe stato utile arrivarci avendo già stanziato un fondo di assistenza, di mutuo soccorso. In C e D i giocatori mantengono famiglie con meno di duemila euro al mese".

Quanto alla posizione di Lotito, che vorrebbe tornare subito agli allenamenti, Tardelli è contrario. "Se non c'è totale sicurezza, non si torni in campo. Il calcio è un gioco di contatto, azzerare i rischi è impossibile. Non sappiamo neanche se chi ha avuto il virus tornerà perfettamente sano. Fa effetto sentire che Ceferin vorrebbe finire le coppe entro settembre. Come fai a fare un discorso così con oltre 500 morti al giorno?".

Nel complesso, Tardelli è convinto "che l'impatto economico sarà molto alto e rischia di fare danni pari a quelli del virus, ma qui ci lasciano la pelle i malati e pure chi cerca di aiutarli: non dimentichiamoci che la priorità deve essere dare a loro i mezzi per non correre rischi".

Sezione: News / Data: Mer 08 aprile 2020 alle 18:10
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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