Intervistato da TMW Radio, Mario Sconcerti si dice convinto che saranno tante le nazioni che seguiranno la strada del Belgio, che oggi ha decretato la cancellazione del campionato: "Tutte le cose che abbiamo in mano fanno pensare a questa soluzione. Non perché la malattia durerà così a lungo, ma perché riprendere un campionato dopo quasi due mesi di stop è complesso. Chiuderlo dentro la stagione è molto complicato. Ci saranno regioni che riapriranno prima di altre. Sento squadre che vogliono tornare ad allenarsi dopo Pasqua, ma ora ci sono regole molto precise e chiare. Credo che si possa arrivare ad una ripresa solo a fine giugno. Oggi si pensa ad una ripresa graduale per tutti, ma non sarà così. Dovremo aspettare la fine dell'epidemia. Se si può, si deve riprendere. E' vero, il calcio italiano ha dimostrato di essere molto fragile, ma non si può tornare a giocare se il Governo non lo consente. I calendari devono essere fatti quando non ci sono più malati. Le coppe? La Uefa credo possa reggere il danno della non ripresa, così come la Fifa. Prima pensiamo a guarire. E non credo che i giocatori siano così vogliosi di tornare a giocare, in queste condizioni. Il pensare già al dopo temo stia riportando la gente in strada". 

Sezione: News / Data: Ven 03 aprile 2020 alle 08:00
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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