"Le inchieste sono due: la giustizia sportiva e quella statale, che sono due meccanismi distinti che partono da fatti comuni. La giustizia statale ha dei tempi medio lunghi, quella federale sarà costretta ad accelerare visto che deve chiedere fase istruttoria entro 60 massimo 120 giorni", ha spiegato l'avvocato Paco D'Onofrio a Fontana di Trevi, dove è intervenuto per dire la sua su quanto accaduto in merito al caos arbitrale che vede Rocchi come primo coinvolto. "Gli atti arriveranno nei prossimi giorni, a quel punto o dovrà disporre i deferimenti o l'archiviazione - ha continuato -. Due fasi distinte anche con regole differenti. L'inchiesta penale parte da un episodio marginale, quello della famosa bussata. Poi le indagini sono andate oltre che hanno evidenziato altre episodi come le designazione arbitrali. Inchiesta ancora in divenire. Non sapremo dove andrà, ma questi non sono i tempi della giustizia sportiva che dovrà prendere una decisione in base agli atti al momento disponibili. Difficile dire quali saranno, molto dipenderà dalla disponibilità dei soggetti indagati a collaborare. Nel giudizio penale puoi avvalerti della facoltà di non rispondere, nel diritto sportivo non c'è questa facoltà. Se non rispondi alla convocazione, a prescindere dalla tua responsabilità sei colpevole. Dovranno avere atteggiamento collaborativo, dovranno parlare". 

"I pezzi mancano perché per ragioni di riservatezza la Procura di Milano non renda pubbliche tutte le proprie argomentazioni. La stessa condotta, frode e illecito sportivo, hanno la stessa componente cioè illeciti plurisoggettivi, li devi compiere per forza con qualcuno. Probabilmente l'intento della Procura di Milano è di capire chi possa aver fatto parte o interagito in questa dinamica non regolare. Siamo solo nelle fasi iniziali di queste indagini. Non sono coinvolti, società, dirigenti e tesserati; questa è una notizia che ha una sua fondatezza e una sua logica, poi bisogna tener conto che le regole dell'ordinamento sportivo e di quello penale sono differenti. Nell'ordinamento sportivo c'è la responsabilità presunta: un soggetto anche se non direttamente responsabile è tenuto a giustificarsi e dimostrare la totale estraneità. Imprudente azzardare ipotesi perché gli elementi conosciuto sono pochi. Io sarei prudente, c'è un'indagine: confortevole pensare che non ci siano dirigenti e club coinvolti ed è molto diverso da Calciopoli in questo momento" sottolinea. 

Il designatore può parlare con un tesserato, dirigente di Serie A? L'Inter può rivalersi avendo avuto un danno d'immagine? Una società può avanzare la sua preferenza su un arbitro? in che modo può essere definito un arbitro gradito?
"Noi abbiamo solo uno stralcio, parte dell'avviso di garanzia reso pubblico, non sappiamo gli elementi di prova. Il codice è stato riformato dopo Calciopoli, sono state vietate interlocuzioni tra esponenti del mondo arbitrale e società al di fuori di contesti istituzionali previsti come manifestazioni organizzate per evitare ambiguità ma non vuol dire che sia vietata una cordialità e una colloquialità neutrale. Arbitro gradito? Non so dire cosa si intenda. Perché ci sia un illecito serve un dolo specifico, la volontà nitida di individuare un arbitro che garantirebbe a una società un vantaggio certo. In questo momento siamo di fronte ad affermazioni sfumate, la parte di cui siamo noi a conoscenza è sfumata. Individuare i motivi di una successiva aggressione accusatoria in merito alle designazioni diventa molto difficile da formulare".

Sezione: News / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 15:59
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi