Claudio Gavillucci è l’ex direttore di gara sollevato dall’incarico nel 2019, dopo una battaglia legale con l'AIA. "Io mi rivolsi alla giustizia amministrativa - racconta oggi a La Repubblica -. L’ex guardalinee Domenico Rocca ha fatto un esposto in Procura, e così è nato il filone dell’inchiesta milanese che riguarda la presunta ingerenza del designatore Gianluca Rocchi in sala Var nella partita Udinese-Parma del marzo 2025".

"Sono sicuro che Gianluca dimostrerà la propria estraneità ai fatti. Ma fin quando non si introdurranno regole giuste sull’inquadramento professionale degli arbitri, vedremo ancora esposti, indagini e processi. Gli arbitri hanno famiglie da mantenere, ma nessun diritto. Se si toglie loro il lavoro, restano solo le carte bollate: se non possono ottenere il reintegro, provano a scuotere il palazzo. Arbitri dismessi pronti a denunciare? Solo negli ultimi anni, una decina. Alcuni sono stati reintegrati, come Daniele Minelli, poi nuovamente dismesso, e Niccolò Baroni: produsse audio che dimostravano come i suoi voti fossero stati cambiati in corsa. Anche io ritengo di avere subito votazioni ingiuste. La mia vicenda ha prodotto miglioramenti, ma non ne ho beneficiato".

Dopo la denuncia di Gavillucci "si è introdotta una sorta di trasparenza interna. Gli arbitri possono conoscere le proprie valutazioni e, all’inizio della stagione, il numero di posti che saranno dismessi. Ma non è possibile che ogni miglioramento debba passare da una battaglia legale. Come se ne esce? Con il passaggio al professionismo, che darebbe all’arbitro la dignità di lavoratore sportivo, come calciatori e allenatori, con contratto e Tfr. L’arbitro che si infortuna non guadagna. La riforma dello sport assegna l’inquadramento degli arbitri alla Figc. Ma la federazione propone un baratto inaccettabile: io rendo gli arbitri di serie A e B professionisti, a patto che loro rispondano a un nuovo organo, partecipato dalla stessa Figc e dalle leghe. E l’indipendenza?".

Gavillucci racconta anche altro sui vertici arbitrali. "Zappi nel 2024 ha vinto le elezioni con il 73 per cento dei voti. La base lo ha scelto, nonostante non fosse un arbitro di serie A, per innovare sul piano tecnico. Avrebbe avuto il diritto di nominare un designatore per A e B, che probabilmente sarebbe stato Daniele Orsato, ma il posto era occupato da Rocchi. È come se il nuovo presidente di un club non potesse scegliere l’allenatore".

Sezione: Rassegna / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 09:38
Autore: Antonio Di Chiara
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