"Siamo in una situazione di campionato in cui regna l'indecisione, e sarebbero una soluzione che porta comunque interesse e mette in gioco le prime della classe. Ci sta una cosa del genere, ovviamente ci sarà sempre chi è scontento. In questo momento bisogna accettare le decisioni". La pensa così Filippo Galli in merito all'idea playoff e playout per il campionato italiano. "Va capito però che tipo di playoff saranno, cosa ci si giocherà. Serve buonsenso, coinvolgere l'ottava in una sfida Scudetto non mi sembrerebbe giusto, per esempio" continua, ai microfoni di TMW Radio

Ci saranno 124 partite a porte chiuse. Cosa significa?
"Viene richiesto qualcosa in più al calciatore, la capacità di riuscire a performare senza il contesto abituale e le cose importanti della partita, dello spettacolo. Conosciamo però le necessità di club e televisioni: show must go on. I giocatori dovranno essere bravi a superare le difficoltà, come stanno facendo in Germania penso lo potranno fare anche i nostri calciatori, ora aspettiamo cosa sarà deciso il 28".

Sappiamo quanto conti l'ultima tranche dei diritti tv nel voler riprendere. Sarà sostenibile tutto anche nel 2020/21?
"Chiaro che c'è preoccupazione, o che ci dovrebbe essere. Credo si debba cercare di dipendere meno dai soli diritti tv, anche se sappiamo quanto sono fondamentali. Bisogna investire nelle strutture, in stadi che portino incassi sia dal giorno della partita che dal merchandising. Dovremmo guardare l'Inghilterra. Anche per loro la voce dei diritti tv è importante, ma non è l'unica a portare grandi entrate. Si dice sempre che l'Italia sa uscire dalle difficoltà facendo forza comune: speriamo sia così".

Sezione: News / Data: Mar 26 maggio 2020 alle 03:30
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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