Come di consueto, Claudio Ranieri parla in conferenza stampa due giorni prima della partita e non alla vigilia. Ecco le sue parole in vista del match di San Siro contro l'Inter.

Che effetto fa tornare a San Siro da allenatore della Roma dopo il suo passato nell'Inter?
"Non mi cambia nulla, mi fa effetto essere tornato ad allenare la Roma. L'Inter è molto vicina alla Champions, per noi è una bella sfida".

Sarà la partita decisiva per capire definitivamente il processo di crescita?
"Un ko non cambierebbe il nostro umore, invece fare bene ci darebbe una grande spinta".

Come sta N'Zonzi? Meglio Pellegrini vicino a Cristante?
"Decido sempre la sera prima della partita. Ho visto bene tutti i ragazzi, le mie scelte le farò venerdì sera. Pellegrini è più rapido di N'Zonzi, mentre il francese gioca più velocemente la palla con uno o due tocchi. I nerazzurri sono in salute, pressano, lottano".

C'è una differenza tra la piazza giallorossa e quella nerazzurra? E come valuta il lavoro di Spalletti all'Inter?
"Non valuto mai il lavoro dei miei colleghi, spesso sono piccoli particolari a incidere. Ogni piazza ha le sue caratteristiche, poi dipende anche dal momento storico in cui vai. Io ho avuto poco tempo per conoscere Milano, ho avuto pochi mesi a disposizione e la sfortuna di perdere due giocatori importantissimi come Thiago Motta e Coutinho. Ci eravamo ripresi, poi la squadra non ha avuto più un punto di riferimento dopo l'addio di Motta e ci siamo spenti".

Su Zaniolo.
"Non è nel suo momento migliore. Lui è una mezzala a tuttocampo, né una mezzapunta né l'esterno. Poi magari esploderà e ci farà vedere altre cose, ma io parlo dell'oggi".

C'è maggior autostima dopo le due vittorie di fila?
"Certamente. Ora ci conosciamo meglio dopo questo mese e mezzo e per loro è più facile perché devono capire solo una persona, me. Non prendere gol e soffrire per vincere ha dato ancor più convinzione. Per questo ho detto che anche in caso di sconfitta con l'Inter non cambierebbe granché, lotteremo fino in fondo a testa alta".

Conte cerca un progetto convincete: può essere la Roma?
"Non sta a me, io so quello che devo fare, ossia portare la squadra il più in alto possibile. Non sono io a stabilire i programmi futuri. Poi deciderà il presidente. Un conto è arrivare in Champions un altro è non arrivarci".

Si può rivedere il 4-3-3? Più probabile Kluivert o Under?
"Valuterò soprattutto chi può arrivare ai 90 minuti e chi no. Quindi non posso mettere in campo 4 giocatori che non hanno i 90 minuti nelle gambe perché poi ho solo tre cambi. In questo momento dobbiamo essere pratici, lottando su ogni palla e far capire ai nostri tifosi che vogliamo vincere".

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Sezione: L'avversario / Data: Gio 18 Aprile 2019 alle 10:52
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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