''Vedere una gara dal vivo o in tv è molto diverso. L’attacco non mi è dispiaciuto, ma abbiamo sprecato troppe occasioni. Ho visto la difesa meno solida e attenta rispetto alle gare precedenti. Abbiamo preso due gol evitabili, con la squadra schierata. Soprattutto il secondo. Capisco fossero arrivati in contropiede, ma non così. Perché anche sull’1-0, dopo l’incertezza di Campagnaro, il break degli avversari sembrava terminato ed eravamo rientrati. Hernanes non mi è dispiaciuto, ma può fare di più e stavolta ha trovato meno intesa e ritmo con Cambiasso e Guarin. Così ci abbiamo provato sulle fasce, ma i cross erano imprecisi e i centrali dell’Atalanta sono stati bravi. Ora mancano nove partite e dobbiamo ritrovare il passo giusto per raggiungere l’Europa''. Questa l'analisi completa che Erick Thohir fa al collega della Gazzetta dello Sport che ha assistito con lui al match direttamente a Giacarta. E il racconto che si legge sulla rosea è certamente sorprendente: rimarrà deluso chi si aspettava di sentirsi parlare di nobili, giacche e cravatte. Magari anche un po' snob e per nulla conoscitori del calcio. Tutto il contrario.

''La gran parte della cinquantina di persone intervenute in quello che di solito è un karaoke di lusso sono infatti amici di Thohir dall’infanzia. Interisti non acquisiti, ma con questa strana passione sin da quando alla fine degli anni Ottanta qui hanno iniziato a trasmettere i match di Serie A. Un gruppo di quarantenni che ha fatto carriera, ognuno nel proprio campo, ma che non ha perso il piacere di stare in compagnia. Portandosi dietro una bottiglia di vino per il padrone di casa, come fa ET. Una serata che, a pensarci bene, va in scena in tante case italiane. Perché in fondo poche cose sanno unire come un pallone'', spiega con dovizia di particolari Luca Taidelli. ''Ad attendere ET ci sono pure i due figli maschi. Arfala, 14 anni, ha la maglia bianca da trasferta col numero dieci. Aga, 13, indossa la nerazzurra con lo stesso numero. E’ quello che nasceva juventino, ma ora garantiscono che si è convertito. «Mia moglie Lisa mi ha dato il permesso di farli venire - spiega Thohir -, ma soltanto se a fine partita vanno subito a casa. Domani (oggi, ndr.) c’è la scuola». Tra i tanti, sbucano Isenta Hioe - che siede nel Cda dell’Inter e ha portato a sua volta due figli di nerazzurro vestiti -, l’altro consigliere (e azionista al 14%) Handy Soetedjo, l’enorme Wisnu Wardhana, farfallista all’Olimpiade di Atlanta ‘96, e l’amico fraterno di Thohir, Felly Imransyah, che è pure il proprietario del locale''.

Thohir accusa il gol dello svantaggio, non festeggia il pari immediato perché non è convinto che la palla sia entrata e, infine, resta di ghiaccio quando ancora Bonaventura beffa Handanovic. Nel mezzo, cosce di pollo e insalata con carne e verdura per attenuare la tensione. ''In cosa è cambiata la mia vita da quando ho preso l’Inter? Ho messo su sei chili...'', svela il presidente nerazzurro. Che poi non nasconde l'amarezza per la sconfitta. Ora tornerà in Italia per Inter-Udinese e sabato sarà di nuovo a Giacarta. Con la speranza di avere tre punti in più in classifica e, magari, qualche grammo di meno sulla bilancia.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 24 marzo 2014 alle 09:10 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
vedi letture
Print