Tra i tanti rumors di mercato che riguardano l'Inter, dal caso Ademola Lookman passando per la strategia relativa a Giovanni Leoni e alle cessioni già programmate, c'è un giocatore che non vede così salda la propria posizione nella rosa nerazzurra di questa stagione. Si tratta di Piotr Zielinski, arrivato da parametro zero la scorsa estate ma reduce da un'annata con più ombre che luci. Inoltre, con l'arrivo di Cristian Chivu, che ha qualche idea diversa rispetto a Simone Inzaghi, il polacco rischia di essere messo in discussione. Al momento, giusto ribadirlo, Zielinski non è al centro di trattative, ma la sensazione è che se trovasse un'alternativa alla permanenza in nerazzurro in Viale della Liberazione non si straccerebbero le vesti e andrebbero a sostituirlo con un centrocampista più giovane e con caratteristiche diverse, più di corsa e copertura (Morten Frendrup e Mandala Keita i nomi più gettonati). Ma quali sarebbero i pro e i contro della permanenza di Zielinski all'Inter?
PRO
ESPERIENZA AD ALTO LIVELLO - A 31 anni compiuti, Ziello vanta già 99 gettoni con la Nazionale maggiore polacca, indossando anche la fascia di capitano in assenza di Robert Lewandowski. A questo si aggiungono 51 presenze in Champions League e 21 in Europa League. E ben 389 partite in Serie A tra Udinese, Empoli, Napoli e Inter, torneo che conosce come le sue tasche. Quanto basta per considerarlo un calciatore a cui, in palcoscenici importanti, non tremano le gambe. E in una squadra la cui età media è stata abbassata un giocatore con questo chilometraggio può fare comodo, soprattutto nei big-match.
VERSATILITA - Centrocampista, trequartista, mediano, esterno sinistro, esterno destro, persino ala sinistra o destra. In pratica, dalla linea di metà campo in su, nella sua carriera Zielinski non ha giocato solo come attaccante. Da un certo punto di vista questo aspetto denota assenza di punti fermi tattici, ma dall'altro è un vantaggio in caso di necessità di variare modulo in corsa oppure dall'inizio. L'eclettismo è considerato da molti allenatori una benedizione e Chivu dà l'idea di voler essere camaleontico. In quest'ottica il classe '94 potrebbe essere un valore aggiunto alla nuova Inter, che punta a non dare certezze agli avversari. Un taglio netto rispetto al quadriennio di Inzaghi, in cui non c'era margine di immaginazione almeno nella scelta dei ruoli.
QUALITA - Non servono molti giri di parole, Piotr Zielinski è un giocatore che dà del tu al pallone, uno di quelli a cui affidarlo nelle situazioni scottanti, in grado di nasconderlo agli avversari o di metterlo sul piede dei compagni con estrema lucidità e naturalezza. Insomma, il classico strappa-applausi dei tifosi con la giocata che riconcilia con questo sport ed esalta il pubblico. Al punto che a volte tende un po' a pavoneggiarsi, anteponendo l'iniziativa personale a un giro palla più scorrevole, piccolo peccatuccio in mezzo a pure iniezioni di talento.
CONTRO
ATTEGGIAMENTO - Detto che il centrocampista nativo di Ząbkowice Śląskie ha qualità da vendere con il pallone tra i piedi, fa decisamente più fatica quando deve rispettare consegne tattiche. Non è il classico centrocampista aggressivo, che va a pressare alto con l'intenzione di recuperare il pallone, uno dei mantra del calcio di Chivu. Certo, lo fa a richiesta ma non è nato per eseguire certi compiti. Qualunque allenatore che lo ha gestito in carriera difficilmente sosterrebbe che l'intensità è una delle sue skill principali. Zielinski ama ricevere il pallone tra i piedi e non apprezza particolarmente inseguire l'avversario facendosi rispettare in fase difensiva. Certo, si adatta a tutto, così come le posizioni sul rettangolo di gioco, ma i sopra citati Frendrup e Keita, per esempio, offrono maggiore copertura del polacco.
FRAGILITA - Sono ben 17 le partite saltate dal polacco nell'ultima stagione per infortunio, compreso tutto il Mondiale per Club (tornerà a lavorare in gruppo solo la prossima settimana). La maggior parte per questioni muscolari, uno dei suoi talloni d'Achille. Che non fosse granitico dal punto di vista fisico lo si sapeva, già in passato ha dovuto fare i conti con questo suo limite. Però Inzaghi si sarebbe aspettato qualcosa di più da uno come lui in termini di partecipazione ai numerosi impegni stagionali. E anche nella nuova stagione è impensabile pretendere certezze sulla sua tenuta.
COSTI - Se la strategia della dirigenza è ridurre i costi ringiovanendo la rosa, uno come Zielinski va considerato un lusso. Vero che arrivando la scorsa estate a parametro zero è stato salutato come una grande operazione dal punto di vista finanziario, ma è altrettanto vero che il suo peso a bilancio è 8.830.000 euro, a causa di uno stipendio da 4,5 milioni che gli verrebbe garantito fino al 2028. Costi molto alti per un giocatore che non va considerato titolare e che nel nuovo corso Chivu potrebbe faticare a trovare spazio (per esempio, Henrikh Mkhitaryan, ad oggi un titolare, pesa a bilancio quasi la metà).
Posto questo scenario estremamente semplificato, è chiaro che un centrocampista come Zielinski, esperto e con grande qualità tra i piedi, farebbe la gioia di molte squadre. Ma in questa Inter, per gerarchie, costi e pragmatismo, riuscirebbe a guadagnarsi uno spazio significativo oppure rischierebbe addirittura di rimanere fuori dalla lista Champions? Ad oggi è difficile prevedere quello che accadrà, perché se anche la dirigenza lo cederebbe per alleggerire il bilancio e puntare su un sostituto più futuribile e con caratteristiche più adatte alla filosofia di Chivu, è altrettanto vero che il polacco oggi non goda di grande popolarità sul mercato (proprio per età e stipendio), salvo quelli esteri alto spendenti. Agosto è appena iniziato e tutto può accadere, sia che Zielinski guadagni la fiducia del nuovo allenatore sia che accetti altre offerte per giocare con maggiore continuità.
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