Nel momento più difficile ecco tre punti vitali che danno tanta aria ai polmoni nerazzurri che ultimamente sembravano parecchio in debito d'ossigeno. Risultati negativi in serie, un vortice pericoloso che avrebbe potuto portare l'Inter a un girone di ritorno quasi in incognito, da desaparecido delle zone che contano con una Champions League sempre più chimera e traguardo utopico. La vittoria contro il Palermo non può e non deve comunque dare alla testa perché la 'mattonella' europea resta lontanissima e quasi irraggiungibile, ma permettono a Roberto Mancini di provarci... per cosa, nessuno può dirlo, ma la fase volutamente lasciata aperta è pur sempre un successo rispetto a un campionato eventualmente 'inutile' in caso di ennesimo ko. Certamente questa vittoria non spazza tutti i dubbi e non fanno di questa Inter una creatura guarita, con il periodo di malattia-convalescenza ormai alle spalle, ma il peggio è stato evitato, anche se tutto non dovrà essere vanificato nell'insidiosa trasferta di Bergamo. La serata di una Milano meno fredda del previsto consegna alla storia un match che sicuramente parla soprattutto spagnolo.
BELLA E... POSSIBILE - A seconda dei punti di vista, grande passo in avanti o grande gesto di umiltà da parte di Mancini. Appurato che il 'modulo-progetto' è ancora un cantiere aperto con tanto, forse troppo lavoro da portare avanti in questo preciso momento, il mister opta per lo schieramento meno intrigante e affascinante, ma sicuramente più collaudato, quel 4-3-3 che non fa mai brutta figura. In stand-by il doppio mediano e il tridente alle spalle di Maurito, l'Inter riscopre quel sano equilibrio da troppo tempo sconosciuto. Il risultato è una gara saggia, cinica e spietata, con un messaggio chiaro che il mister manda... a sé stesso: non sarebbe meglio insistere, soprattutto in vista dell'Europa League (pass ideale e apparentemente più 'semplice' - da sottolineare le virgolette - per la prossima Champions League), con questa idea tattica? Al campo l'ardua sentenza, ma intanto con pochissime modifiche l'Inter è tornata. Bella e... possibile.
CHE PIACCIA O MENO, PARTE 1 - Da Puerto Boyacá, l'uomo in più che alcuni rifiutavano, in tantissimi criticavano e al quale pochi, pochissimi davano fiducia. Si parla tanto di un capitano non adatto (Ranocchia, evidentemente), a detta dei più non pronto per trascinare una squadra come l'Inter, ma per essere leader in un gruppo non deve esserci a tutti i costi una C, oltretutto su un braccio che negli ultimi anni si è alzato più per rispondere ai fischi che per esultare dopo un gol importante. Con Mancini sembra un giocatore nuovo, probabilmente non ancora perfetto a livello tattico, con qualche amnesia e giocate da rebus (al pari di tutta la squadra, a dire il vero), ma quello che risulta evidente è che il trascinatore attuale sia proprio lui, l'uomo più discusso: Fredy Alejandro Guarín Vásquez. Prova il dribbling, la conclusione, l'assist, si arrabbia e incita i compagni. Il mercato, ad oggi, sembra solo un brutto ricordo. Prestazioni alla mano, forse questa è una delle prime vittorie del Mancio 'di ritorno'. Che piaccia o meno, parte 1.
CHE PIACCIA O MENO, PARTE 2 - Non sarà estetico, non sarà 'bello da vedere', non avrà i piedi più educati della Serie A, ma in questa Inter una delle maglie da 'insostituibuile' spetta sicuramente a lui. Gary Alexis Medel Soto corre, 'ringhia' e lotta come un leone, anzi, come un vero e proprio Pitbull, e chi pensava che con il cambio-coach il suo ruolo, il suo 'peso' nell'economia tattica nerazzurra sarebbe stato di troppo sarà rimasto sicuramente deluso. Non da oggi, il cileno è l'unico profilo in grado di dare equilibrio a una creatura che sta nascendo con il Mancio-pensiero del calcio offensivo, con quella ricerca del gioco imposto contro tutti e ovunque: chilometri, falli nel modo e nel momento giusto e quell'umiltà-fame che il popolo interista ama da sempre. Forse sarebbe il caso di tornare a esaltare il grintoso di Santiago del Cile come a inizio stagione, quando già a settembre lo scettro di 'idolo indiscusso' sembrava già nelle sue mani. Tra tanti, lui è uno degli insostituibili. Che piaccia o meno, parte 2.
ESULTANZE MANCATE - Per motivi diversi: Andrea Ranocchia da una parte, Mauro Icardi dall'altra. Il centrale di Assisi preme il tasto 'off' alla voce 'dubbi, critiche e personalità mancata' e offre una prestazione convincente. La risposta ideale dopo la gara di Napoli, assolutamente da dimenticare. Peccato per il colpo di testa che si spegne sulla traversa al minuto 59, con quell'esultanza trattenuta a forza che avrebbe significato molto. Poco importa, il gol per un difensore è quel qualcosa in più che può arrivare in qualsiasi momento, ma quello che conta è che il 23 si sia prontamente rialzato, con la speranza che la prossima caduta sia posticipata il più possibile. Discorso diverso per il bomber 'tamarro' (così si è autodefinito in una recente intervista), che anche in questo round 22 mette il timbro. 13 in campionato, 18esimo stagionale. Numeri, semplicemente, che però non sono sufficienti per renderlo felice dopo i rumors post-Reggio nell'Emilia (il rinnovo che tarda ad arrivare sta incidendo?). Il gol a Sorrentino non basta per vedere un sorriso, con quella mancata esultanza che rievoca le gesta di un certo Christian Vieri che da queste parti ha lasciato il segno, facendo certamente anche discutere. Proprio come lui, la punta di di Rosario che non sta tradendo, anche se evidentemente questo non basta per zittire i critici e le voci di mercato che puntualmente si riproporranno a fine stagione. Ranocchia e Icardi, esultanze mancate per motivi diversi. Quello che conta, almeno nel gelo clemente del 'Meazza', è che l'Inter sia tornata a vincere. Eventuali discussioni su modi di gioire dopo i gol sarebbero sicuramente un gustoso e piacevole pourparler. Sarebbe triste, ovviamente, non parlarne.
Autore: Francesco Fontana / Twitter: @fontafrancesco1
Altre notizie - In Primo Piano
Altre notizie
- 23:57 Transfermarkt - Le rose della Serie A per fedeltà dei giocatori: Inter in testa
- 23:45 Adzic: "L'anno scorso gol all'Inter, ora contro la mia Juve. Emozioni strane"
- 23:31 Juve Women, D'Auria: "Inter ottima squadra, è stata dura"
- 23:16 Il Como vola, Fabregas: "Sembriamo una favola perché è successo tutto in fretta"
- 23:02 Le notizie principali e tutti gli approfondimenti sul tuo telefono: iscriviti al canale WhatsApp di FcInterNews
- 23:00 Allegri: "Con la stessa rabbia di oggi, non so come sarebbe finita con Inter e Como"
- 22:45 Sassuolo formato super: Adzic punisce la Juve, finisce 3-2 a Reggio Emilia
- 22:33 Burrai torna a 39 anni al Pordenone e ricorda la gara con l'Inter: "Gli abbiamo dato fastidio"
- 22:19 Possesso, duelli vinti e tiri tentati: i dati che esaltano i risultati di Chivu
- 22:05 Pressione alta: l'Udinese ha una predilezione particolare. E la profondità interista...
- 21:51 L'ex Inter Curatolo da record: fa tre gol in 7 minuti e lancia l'Aquila
- 21:36 Udinese, dato favorevole quando affronta l'Inter nelle prime 5 giornate
- 21:22 Festa a Busto Arsizio per Zanetti: "Bambini, non smettete di sognare"
- 21:07 Reel, video, approfondimenti e curiosità sul mondo Inter: segui FcInterNews anche su Tik Tok
- 20:53 Vieri: "Roma uno spettacolo, è quella che gioca meglio. Ma l'Inter vincerà il tricolore"
- 20:38 Collovati: "Inter la più forte in A. Ma con l'Udinese non è scontata..."
- 20:24 UCL, le proiezioni di Football Rankings: playoff tra Inter e Como?
- 20:10 Dimarco: "Vorrei di nuovo la finale Champions. Cambiando il risultato"
- 19:55 Lobotka ridà ossigeno al Napoli e ad Allegri: Bologna battuto 1-0
- 19:40 Crotone, Greco: "I ragazzi dell'Inter U23 non c'entrano nulla con la C"
- 19:26 Incidente per Daniel Maldini: positivo all'etilometro, patente ritirata
- 19:12 È ciclone Feyenoord: Zwolle umiliato con un 7-0 a domicilio
- 18:57 Inter-Udinese, Lautaro guida la lavagna dei goleador. Occhio a Davis
- 18:43 Totti: "Roma partita bene, con l'Inter è candidata allo Scudetto"
- 18:28 UFFICIALE - Brozovic nuovo giocatore dell'Al Sadd. Con video... Epic
- 18:14 Quote Inter-Udinese, obiettivo punteggio pieno alla portata nerazzurra
- 17:59 videoIl River Plate batte l'Atletico Tucuman con il primo gol di Andrada
- 17:45 L'Inter monitora Romano, Pisacane: "Ho un gioiello tra le mani"
- 17:30 U20 - Inter-Cagliari, gli Up & Down: super prova di squadra dei nerazzurri
- 17:20 VIDEO FCIN - Bigica: "Ho una rosa importante. E dire che dopo Madrid..."
- 17:11 Doppio Coulibaly e Tiago Gabriel, il Lecce va: Monza sconfitto 3-2
- 16:58 Il Brugge difende Sommer. Seys: "Non dovremmo dubitare di lui"
- 16:55 U20 - L'Inter travolge il Cagliari 6-1 e vola in testa alla classifica
- 16:44 Tacchinardi: "Martinez mi piace. L'errore di Madrid servirà da lezione"
- 16:29 Il Brugge vince, ma Sommer è nel mirino: "Abbiamo preso il fratello?"
- 16:15 Il Cagliari sorprende e l'Inter monitora: sui taccuini due talenti rossoblu
- 16:02 Padova, Cocchi decisivo contro l’Ascoli: "Felice per l’assist, ogni minuto conta"
- 15:48 Primo rigore dopo 32 partite, Chivu: "Sono felice, meno VAR e più intensità"
- 15:33 Roma, Gasperini: "Navighiamo a vista, sperando di azzeccarci"
- 15:19 Gestione Calhanoglu, parla Chivu: "Dobbiamo mettere tutti in condizione"
- 15:04 videoSommer, avvio da incubo col Club Brugge: papera contro l'Antwerp
- 14:49 Diouf sorprende, Chivu: "L'obiettivo non è 60 minuti di qualità ma 80"
- 14:33 Inter Women, Robustellini: "Grande rammarico, ma questa prestazione ci dà fiducia"
- 14:19 Juventus Women, Salvai: "L'Inter ha uno dei migliori attacchi del campionato"
- 14:18 Chivu: "A Madrid mi è piaciuto il coraggio, Dimarco si è allenato e ci sarà"
- 14:04 Mazzoleni passa al basket, Collina: "È malato di questo sport"
- 13:49 Udinese, Runjaic: "L'Inter è la migliore, servirà fare bene ma anche fortuna"
- 13:34 Ranocchia: "Nel calcio serve supporto psicologico, l’atleta non va lasciato solo"
- 13:20 Il legale di Daniel Maldini conferma: "Nessuna lesione, è già stato dimesso"
- 13:06 Lazio, Gattuso: "Milan e Napoli hanno vinto dopo di me, non è un caso"
- 12:52 Domani il Monday Night Match Inter-Udinese: ecco dove vederlo in TV
- 12:38 Spavento per Maldini, ma nessuna conseguenza grave: è già stato dimesso
- 12:24 Tottenham, De Zerbi senza vittorie né gol: "Ma in Italia sarei il migliore"
- 12:10 Nell'Internazionale Morning Club di oggi l'Inter ricorda il Trivela Quaresma
- 11:56 Sky - Verso Inter-Udinese, Stones certezza. In attacco nulla è scontato
- 11:42 Lucchesi sicuro: "Nessuno ha colmato il gap dall'Inter"
- 11:28 Incidente a Milano per Daniel Maldini: ferite non gravi, ora accertamenti
- 11:14 Juve in finale di Women's Cup, Guerrero: "Vinto contro una grande Inter"
- 11:00 Casertana, Castelli: "Abbiamo sofferto e vinto da grande squadra"
- 10:45 Udinese, Ebosse e Miller titolari contro l'Inter. Sorpresa Bayo in avanti
- 10:30 TS - Ausilio al Tottenham con De Zerbi. La coppia che poteva formarsi all'Inter
- 10:15 CdS - Inter, che sprechi: prima in Serie A per tiri, ma quanti errori
- 10:00 Lautaro, Udinese tra le vittime preferite: in gol da 6 anni di fila con i friulani
- 09:45 CdS - Ausilio al Tottenham in fase embrionale: servono altri passi in avanti
- 09:30 TS - Calhanoglu-Inter fino al 2028? Nei prossimi giorni contatto con l'agente
- 09:15 GdS - Diouf, il segnale mandato da Zidane un invito alla perseveranza
- 09:00 GdS - Ausilio prossimo ds del Tottenham: piovono conferme, parti vicine
- 08:45 CdS - Inter-Udinese, Stones dal 1'. Dubbio Calhanoglu, davanti riposa Thuram
- 08:30 CdS - Dimarco, Inter a vita: attesi sviluppi per il rinnovo nelle prossime settimane


