Zlatan Ibrahimovic nella sua lunga carriera ha vinto campionati nazionali in giro per l'Europa con tante maglie addosso, compresa quella dell'Inter. L'ex attaccante svedese, ospite del programma (Ne)uspjeh prvaka, ripercorre anche la sua avventura nella Milano nerazzurra, cominciata dopo l'addio alla Juventus: "Ho detto 'non voglio più restare. Non voglio giocare in Serie B. Voglio giocare in Champions League, in Serie A. Non sono un giocatore di Serie B' - racconta Ibra -. L'Inter non vinceva il campionato italiano da 17 anni, lo Scudetto... Pensavo che se ci fossi andato e avessi vinto, per me la sfida sarebbe stata ancora più grande. Sono andato all'Inter e abbiamo vinto tre anni di fila. Ho fatto qualcosa che passerà alla storia. Ho giocato, ho vinto e ho lasciato qualcosa".

Tanti gli allenatori che hanno segnato il suo percorso, tra i più importanti c'è José Mourinho: "Mourinho mi ha cresciuto. Il modo in cui prepara le partite, nessun altro le ha mai preparate così. Capello mi ha cambiato la mentalità, Koeman mi ha dato la possibilità di acquisire fiducia in me stesso. Guardiola è un fanatico del calcio, aveva una risposta per tutto. Ancelotti è un allenatore vecchia scuola, ma è bravo nei rapporti interpersonali. È come se fosse un padre, un amico. Nessuno ha mai avuto problemi con lui".

Sezione: Focus / Data: Mer 21 gennaio 2026 alle 14:48 / Fonte: vijesti.me
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.
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