editoriale

Non ci sono incedibili

Non ci sono incedibili

Non sarà facile per l'Inter far quadrare i conti e mantenere una rosa competitiva durante la prossima sessione di calciomercato. Lo scudetto sul petto da una parte, i timori di veder smembrato un progetto vincente dall'altra: ai...

Alessandro Cavasinni

Non sarà facile per l'Inter far quadrare i conti e mantenere una rosa competitiva durante la prossima sessione di calciomercato. Lo scudetto sul petto da una parte, i timori di veder smembrato un progetto vincente dall'altra: ai tifosi nerazzurri tocca un presente pieno di dubbi, quando invece avrebbero meritato scenari ben diversi. Non ci sarà una diaspora, è bene chiarirlo immediatamente: Marotta e soci ci hanno messo la faccia. Ma qualche sacrificio sarà inevitabile, con la speranza che sia soltanto uno. Il nome più gettonato per lasciare Milano attualmente è quello di Hakimi, che potrebbe dire addio dopo appena un anno di permanenza. Era il 26 giugno scorso quando la trattativa per l'esterno marocchino veniva data per chiusa tra lo stupore generale: uno dei più forti prospetti al mondo avrebbe vestito il nerazzurro. La conferma che l'Inter stava tornando in tutto il suo splendore dopo un'annata di grande crescita con Conte confermato in panchina. Fuoco fatuo. Da lì in poi, solo lacrime e sangue. E soltanto l'enorme lavoro svolto alla Pinetina da giocatori e staff tecnico ha permesso al club di stravincere il campionato.

La pandemia, certo. Ma non solo. Errori di gestione e investimenti errati, uniti al diktat del governo cinese, hanno chiuso Suning dentro il recinto dell'austerità. E dei tagli. Non c'è stata rivolta, ma la squadra non ha accettato il piano di Steven Zhang. Stesso discorso per Conte, che ha intascato legittimamente la buonuscita e ha salutato la compagnia: troppo lontane le visioni dell'allenatore e della proprietà per continuare insieme. Eppure il leccese avrebbe voluto eccome restare al timone di una squadra forgiata a sua immagine e somiglianza, con l'obiettivo di alzare l'asticella. Impossibile. Addio.

E ora? Ora è il momento di sistemare i conti anche attraverso cessioni dolorose. La speranza – come detto – è di poter lasciar andare soltanto uno dei titolarissimi, per poi completare l'opera con separazioni molto meno dolorose. I tifosi si sono messi il cuore in pace: uno degli interpreti protagonisti del 19° scudetto lascerà Appiano. Hakimi? Lautaro? Lukaku? Eriksen? Skriniar? Bastoni? Dipende dal mercato. Non ci sono incedibili. Non c'erano neppure prima, figurarsi ora. Lo stesso Lukaku potrebbe essere indotto a salutare qualora arrivasse un'offerta monstre. Inutile nasconderlo: il tempo degli intoccabili non c'è più.

Questo non vuol dire necessariamente che ne verrà fuori un'Inter indebolita. Anzi. Magari la necessità aguzzerà l'ingegno, proprio come accaduto nello scorso gennaio quando, vista l'impossibilità di fare mercato, il gruppo si è ulteriormente compattato e sono stati rivitalizzati elementi dati per persi. Quando i soldi scarseggiano, c'è bisogno di idee. E per quanto possa far male perdere un giocatore amato, come potrebbe essere Hakimi, questo non significa per forza che non si possa fare altrettanto bene con un sostituto degno o addirittura migliorare globalmente. La storia del calcio è piena di esempi in tal senso.

Piuttosto ci sarà bisogno da chiarire le idee di Suning per il medio-lungo termine. L'arrivo di Simone Inzaghi offre garanzie in un momento in cui si è rischiato seriamente di ripetere gli errori del post-Leonardo nell'estate 2011, quando la fretta e le scarse opzioni bruciarono la stagione già sul nascere. Era l'alba di un lungo periodo buio. Nessuno vuole rivivere quelle sensazioni.