Nessuno ci credeva al Chelsea, soprattutto dopo l'esonero di Villas-Boas e un campionato deludente. E invece Roberto Di Matteo, nonostante tutto, portò a casa la Champions. I Blues arrivarono in finale contro ogni pronostico, giocando senza 4 titolari squalificati e in casa dei rivali del Bayern Monaco. L'ex centrocampista azzurro ne parla alla Gazzetta dello Sport.

Di Matteo, lei se ne intende di imprese impossibili: vede similitudini tra la sua vittoria e quella che ora cerca l’Inter?
«Noi eravamo sfavoriti, lo sapeva tutto il mondo! E anche l’Inter, in effetti, lo è... Il paragone non calza del tutto perché il City non gioca in casa e la squadra di Inzaghi è al completo. Guardiola ha una squadra incredibile, ma l’Inter ha delle chance. Il mio Chelsea insegna che con la giusta motivazione si può fare qualsiasi impresa».

Quale magia ha fatto lei in semifinale contro Guardiola? E quale può fare Inzaghi?
«Ho semplicemente puntato su ciò in cui eravamo bravi, sullo spirito di gruppo. Il Barça teneva Dani Alves molto offensivo e, sfruttando il campo lasciato alle sue spalle, abbiamo costruito un gol decisivo a Stamford Bridge. Noi sapevamo chiudere gli spazi e davanti c’era un campione come Drogba. Ma anche Inzaghi ha una squadra quadrata e organizzata: certo, con questo City devi sapere che avrai pochissimo la palla, che farai sacrifici. E che devi fare male quelle poche volte in cui ti è concesso».

Ma l’Inter ha un suo Drogba?
«Premetto che Lautaro e Barella mi piacciono tantissimo: hanno un motore da Premier, sono due pericoli per il City. Il Drogba di questa Inter, però, è il mio amico Romelu: l’ho conosciuto 19enne al Chelsea, quando ero assistente di Villas-Boas. Aveva una fame incredibile. Posso dire che, se sta bene, spacca davvero il mondo. È una bestia che non si ferma. E adesso mi pare stia bene...».

Dzeko o Lukaku: chi dovrebbe iniziare per lei a Istanbul?
«È bello avere un mal di testa del genere. L’avete capito, io stravedo per Romelu, ma anche Dzeko quando gioca è pericoloso. Finora il sistema scelto di Inzaghi ha funzionato: tenere per 60’ Dzeko, poi scatenare la tigre del Belgio».

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Sezione: Copertina / Data: Ven 09 giugno 2023 alle 09:03 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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