Se il futuro di Davide Frattesi sta calamitando le attenzioni mediatiche ma non sembra preoccupare nessuno in casa Inter, c'è un altro giocatore al centro di numerose discussioni per un'esperienza nerazzurra ad oggi non soddisfacente, almeno stando al parere generale della tifoseria. Si tratta di Kristjan Asllani, reduce da una finale di Supercoppa italiana che lo ha visto tra i peggiori in campo, scaraventato sul rettangolo di gioco dall'infortunio di Hakan Calhanoglu dopo meno di mezz'ora. Negli occhi dei tifosi restano il pallone perso (con fallo di Alvaro Morata non fischiato) che porterà alla punizione vincente di Theo Hernandez e la sua distrazione sul taglio di Leao che agevolerà il 3-2 decisivo di Tammy Abraham. Due episodi che hanno eclissato nettamente una prestazione non certo negativa nel complesso, ma che ha confermato quanto l'Inter sia diversa con lui in cabina di regia rispetto al turco. Un'idea che ormai ha l'amaro sapore di convinzione e che potrebbe invitare la dirigenza, in vista della prossima stagione, a fare valutazioni sul centrocampista albanese classe 2002, arrivato a Milano nell'estate 2022 per essere il vice Marcelo Brozovic e ritrovatosi alle spalle, nella gerarchia, persino di Calhanoglu, che l'anno dopo è diventato titolare inamovibile. Il tutto, nonostante il rinnovo del contratto fino al 2028 firmato lo scorso settembre.
Non è un mistero che essere l'alternativa a Calha sia un ruolo quasi soffocante, perché replicare lo stesso livello di prestazioni del turco sarebbe impensabile per la stragrande maggioranza dei colleghi. Però a fronte di questo confronto oggi impietoso Asllani non ha mostrato grandi segnali di crescita e maturazione calcistica, al punto da guidare con personalità la mediana nerazzurra. C'è sempre la sensazione che cammini sulle uova, che non voglia forzare mai la giocata per timore di sbagliare, che fatichi a prendersi le responsabilità intrinseche del ruolo nonostante un talento che gli viene riconosciuto. E a quanto pare la sensazione è condivisa anche da Simone Inzaghi, che pur ritenendolo la prima alternativa nella posizione di playmaker raramente rinuncia al titolare se non costretto da problemi fisici (e quando succede, la squadra subisce troppo). Da qui un bilancio di appena 491 minuti divisi in 15 presenze tra tutte le competizioni con un gol (contro l'Udinese in Coppa Italia) e un assist (al Bentegodi) a referto per l'ex Empoli.
C'è poi da aggiungere un dettaglio non certo insignificante a discolpa di Asllani: è opinione comune che potrebbe essere un'ottima mezzala più che un regista, perché ha qualità nei piedi e deresponsabilizzarlo gioverebbe alla sua autostima. Tra l'altro, nella Primavera dei toscani agiva addirittura da trequartista, trascinando la sua squadra fino alla vittoria dello Scudetto di categoria. Le prime esperienze da regista sono state nella stagione d'esordio in Serie A, in cui nella seconda parte è diventato titolare dell'Empoli (segnando anche a San Siro contro i nerazzurri), convincendo definitivamente l'Inter a investire oltre 15 milioni per lui. Ma oltre alla pesantezza della maglia, trovarsi davanti fuoriclasse del ruolo non gli è stato d'aiuto nelle gerarchie anche se spesso e volentieri il ragazzo cresciuto a Buti ha ammesso di imparare tanto durante gli allenamenti.
Questa doveva essere la stagione del definitivo ascatto di crescita, con Calhanoglu che viaggia verso i 31 anni e la scorsa estate è stato al centro di voci di mercato. Invece rosicchiare minutaggio al turco ad oggi si è rivelata un'impresa titanica, a cui si è aggiunta la componente 'sfortuna'. Quando il numero 20 si è infortunato all'Olimpico contro la Roma già nel primo tempo, Asllani non era a disposizione per un colpo al ginocchio subito in allenamento che gli ha impedito di prendersi quello che gli sarebbe spettato, magari cambiando la propria stagione: buone prestazioni contro i giallorossi, lo Young Boys e la Juventus, tra il 20 e il 27 ottobre, avrebbero potuto far crescere le sue quotazioni. Invece Simone Inzaghi ha dovuto ripiegare su Nicolò Barella e Piotr Zielinski nella posizione di playmaker. Nella finale di Supercoppa è andata in scena la stessa situazione di Roma, stavolta con l'ingresso dell'albanese. Ed è noto com'è andata a finire.
Adesso c'è la trasferta di Venezia e Asllani dovrebbe giocare dal primo minuto in cabina di regia, visto che Calhanoglu verrà tenuto a riposo precauzionale. Un'altra occasione per scacciare i fantasmi di un'estate sull'uscio della porta, per la società nerazzurra che ha già rifiutato offerte dall'estero, per Inzaghi che continua a fidarsi di lui e soprattutto per sé stesso: per giocare nell'Inter bisogna dimostrare di essere sempre all'altezza della maglia.
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