It's Hakan O'Clock. Il centrocampista turco dell'Inter Hakan Calhanoglu è protagonista di una chat speciale in compagnia dell'host di 433 Metecan Kanbur e lo Sports Creator Mo Ali nel corso della quale parla in primo luogo dell'atmosfera di San Siro e del paragone con gli stadi turchi, notoriamente dei catini di autentica passione calcistica: "San Siro è incredibile. Quando giochiamo in Champions League c'è ancora più fuoco ed emozione, ma i nostri tifosi negli ultimi anni hanno sempre riempito lo stadio anche quando abbiamo giocato con piccoli club. Penso sia qualcosa di incredibile".
Qual è la partita che non dimenticherai mai?
"La semifinale di Champions League contro il Milan. E' stata la miglior partita, era un match molto pesante per i tifosi e per il club. Ma abbiamo fatto una bella partita".
Come ti chiamano nella Nazionale turca?
"Capo, che significa capitano".
Questa stagione sin qui è stata incredibile.
"Prima che il campionato iniziasse, ognuno di noi aveva in mente di vincere lo Scudetto quest'anno. La conquista della seconda stella era un obiettivo importante non solo per noi, ma anche per il club, per fare la storia. Abbiamo lavorato duramente, penso che i giocatori e la squadra siano cresciuti perché abbiamo imparato molto dagli ultimi due anni e devo dire che abbiamo un allenatore decisamente ottimo. Potete poi vedere come prima e dopo le paritte e anche fuori dall'aspetto calcistico quanto siamo amici. Siamo come una famiglia, questo è il punto nel quale siamo adesso ed è per questo che siamo felici, siamo una grande famiglia e per me questo è molto importante. Ho sopportato in silenzio tante cose però ho aspettato questo momento e sono felice di essere molto vicino".
Mo Ali descrive così Calhanoglu: "Può fare tutto in campo: calci piazzati, assist, rigori. Penso che sia uno dei migliori centrocampisti, è stupefacente vederlo giocare".
Come ti sei sentito quando hai cambiato posizione in campo? All'inizio è stata dura?
"Non so come la pensa la gente, ma i giocatori intelligenti sanno interpretare subito le cose. Tutti mi vedevano come un regista e uno specialista delle punizioni, a volte mi sono trovato anche a giocare esterno. Ma in questo ruolo mi sento molto a mio agio, ho lavorato sodo perché la posizione era nuova per me e penso di essere cresciuto non solo come calciatore ma come leader in Nazionale. Cerco di trasmettere qualcosa ai miei compagni, sono felice di fare questo ruolo, cerco di fare sempre meglio e di essere uno dei migliori".
Puoi dirci qualcosa sull'idea di Inzaghi di cambiarti ruolo?
"Era una situazione che vedeva Marcelo Brozovic infortunato, Inzaghi mi ha chiesto se potevo giocare nel suo ruolo e io gli ho detto che se avesse voluto, mi sarei tranquillamente piazzato lì perché voglio solo giocare. Tutto è andato bene, la prima volta è stata in Champions col Barcellona, quando abbiamo vinto 1-0 col mio gol. Da lì è cominciato tutto. Devo dire che Inzaghi vede come sono i giocatori e può capire le qualità che hanno. Ho fatto tantissime sedute video con lo staff ogni giorno, perché in quel ruolo devi giocare anche per la difesa. E questa cosa mi piace, mi piace vincere duelli e giocare il più velocemente possibile in avanti. Mi piace questo ruolo, perché mi posso muovere velocemente e posso vedere i giocatori; a volte gioco veloce, a volte più tempo. Posso decidere i tempi dell'azione e mi piace".
Come nasce questo legame profondo tra compagni?
"Quando sono arrivati i nuovi giocatori, abbiamo cercato di integrarli subito nel gruppo. Abbiamo visto subito il loro carattere, sono molto positivi e questo ha fatto sì che diventassimo il gruppo di oggi. Nessuno di loro è mai stato negativo, ridono sempre, hanno belle vibes".
Com'è la tua relazione coi tifosi?
"Quando sono arrivato dal Milan, penso che tutti ovviamente fossero scioccati. Ma i tifosi al tempo stesso si sono chiesti cosa potessi fare dopo il problema di Christian Eriksen. Alla prima partita contro il Genoa, tutti gli occhi erano puntati su di me. Ero piuttosto nervoso, non era facile fare quel passo. C'era pressione, ma ho fatto un gol e un assist e dopo la partita ero molto più calmo e felice, perché volevo mostrare agli interisti cosa sono in grado di fare. Avevo anche segnato un altro gol ma venne annullato per il fuorigioco di Perisic".
Cosa ti piace al di fuori del calcio?
"La mia passione è la musica. Canzone favorita del momento? Made in Romania, di Mo Ali. Mi piace molto anche ballare le danze tradizionali turche come l'hip hop".
Ci racconti una storia divertente, magari relativa alla squadra? So che con Marcus Thuram vi divertite molto.
"Quando stai con questi ragazzi non puoi non adorarli, perché abbiamo conversazioni incredibili. Solo che ora non mi vengono in mente cose da dire...".
Sulla Nazionale.
"Con Vincenzo Montella penso che possiamo crescere molto, mi piacciono i tecnici italiani in generale e siamo felici di esserci qualificati all'Europeo, perché abbiamo avuto partite complicate con Croazia e Galles. Ora le ultime amichevoli le abbiamo perse; non è stata una gran cosa e tutti devono saperlo. Giocare in Germania però sarà ottimo perché sarà come giocare a casa. Non dobbiamo poi dimenticare che siamo la selezione più giovane del torneo, anche con me. Vogliamo rendere orgogliosa la nostra nazione, daremo il massimo. Rispettiamo tutte le avversarie ma il nostro girone è fattibile, il Portogallo è favorito ma cercheremo di andare avanti per poi vedere cosa accadrà. Affronteremo una tra Francia, Paesi Bassi e Austria, sarà difficile ma prima dobbiamo pensare a passare il girone".
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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