Nella storia della serie A, una sola volta la squadra campione d'Italia ha segnato almeno 30 gol in più della seconda in classifica e quella squadra fu il Grande Torino nel 1947-48, e anche se secondo calcoli un po' meno scontati, anche l'Inter di Cristian Chivu... "a conti fatti nelle prossime 3 gare contro la Lazio oggi, poi con Verona e Bologna per riuscirci basta segnare un gol in più della squadra di Antonio Conte", scrive il Corriere della Sera nell'analisi del rush finale della stagione dei campioni d'Italia che corrono verso un altro primato: i nerazzurri hanno già messo a segno 110 reti tra campionato e coppe, con una media di 2,4. Adesso "manca solo la lode, rappresentata dalla possibile vittoria della Coppa Italia di mercoledì prossimo contro la Lazio, ma anche dal record stagionale di gol, considerato che l'Inter dell'anno scorso ne fece 119, con una media però più bassa (1,7)".

Intanto questo pomeriggio ci sarà il test in vista della finale di Coppa, gara di 'prova' anche per il capitano che ha bisogno di ritrovare il ritmo e condizione migliore in vista di mercoledì. Lautaro non potrà contare su Pio Esposito, "rimasto a Milano per continuare il recupero dopo la botta alla schiena che lo aveva costretto ad uscire nell'intervallo contro il Parma, mentre Thuram dovrebbe riposare dopo un mese ininterrotto di gol e lasciare quindi spazio a Bonny, che da titolare in coppia con Lautaro non gioca addirittura dal 26 novembre a Madrid". L'altro grande assente, oltre Pio, è Calhanoglu, che difficilmente ci sarà in finale e intanto Chivu testa i due i Martinez: "Pepo farà una sorta di warm up già stasera" anche in vista del futuro. La titolarità stasera è un indizio per un futuro in nerazzurro. Le quote della permanenza dello spagnolo all'Inter sono in netta ascesa, "con l'ipotesi Vicario quindi meno scontata".

Sezione: Rassegna / Data: Sab 09 maggio 2026 alle 11:27
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
vedi letture
Egle Patanè
autore
Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi