Dopo la vittoria dell’Europeo Under 19, il ct Alberto Bollini viene intervistato dal Corriere dello Sport per analizzare la fresca impresa degli azzurri che ha visto tra i protagonisti anche l'interista Francesco Pio Esposito

La scarsa considerazione ha motivato i ragazzi? 
"Credo di sì. Volevamo entrare nella storia e fare un regalo a Viscidi e a tutto il Club Italia. Io a tutti ho sempre detto “voi siete la vostra azienda, tornare nei club con un risultato importante vi valorizzerà". 

Quando siete diventati una vera squadra? 
"Nelle difficoltà della prima fase si è forgiato il gruppo, nella seconda a marzo si è visto il manifesto del nostro gioco. Con la Germania siamo stati spettacolari". 

E la fase finale?  
"Ero preoccupato per la condizione dei ragazzi. Noi con sei giorni di lavoro, senza neppure un’amichevole, le altre nazionali in ritiro da inizio giugno. Siamo cresciuti con il lavoro tattico in campo aperto, con partite a tema e situazioni di gioco. E con molta prevenzione". 

Qualcuno dei suoi è già pronto per la Serie A? 
"Ci sono club come il Sassuolo che credono nei giovani. Missori e D’Andrea, ad esempio, sono nel posto ideale. Poi, ci sono le U23, Hasa e Dellavalle possono fare un percorso nella Juve. E credo tanto in Esposito". 

In Italia mancano i centravanti e Francesco Pio è stata la sua intuizione. 
"È un attaccante di manovra ed è tanto generoso. È un 2005, ho creduto in lui lasciando a casa diversi 2004". 
 

Sezione: Rassegna / Data: Sab 22 luglio 2023 alle 09:57
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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