Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Paolo Nicolato, c.t. dell'Under-21 azzurra, ha affrontato anche i temi caldi del momento, prima di tutto quello relativo alla ripresa possibile della stagione calcistica.

Si riesce a pensare al calcio in periodi come questo?
"Non c’è il coinvolgimento totale, perché c’è tanta gente che soffre. Serve più a occupare la mente, ma non sento il solito bisogno di calcio".

Sorpreso dal rendimento di Locatelli?
"No, perché è una persona intelligentissima e ha grandi qualità tecniche. Se questi ragazzi hanno le opportunità, possono riservare grandi sorprese. E darci nuove idee".

A proposito, in che direzione va il pallone?
"Verso un calcio meno di schemi e più di principi. Verso un allenatore meno integralista, che sa applicare molti sistemi di gioco e insegnare cose diverse. E verso giocatori multiruolo, eclettici. Si sta cercando di privilegiare il gioco e i protagonisti. Si parte dal giocatore per arrivare alle nostre idee. L’allenatore non deve risolvere problemi ai giocatori ma insegnare ai giocatori a risolverseli da soli".

Le qualificazioni all’Europeo Under-21 non si sa quando riprenderanno. Così come i campionati.
"Dobbiamo metterci a disposizione. Come dice Arrigo Sacchi, “il calcio è la cosa più importante tra le meno importanti”. Risolviamo il prima possibile, senza tante chiacchiere e personalismi. E se c’è bisogno di giocare una volta al giorno, giocheremo una volta al giorno. Una soluzione che vada bene a tutti non esiste, tutti dovremo rinunciare a qualcosa. Sarebbe bello finire i campionati, ma non è detto che sia possibile".

Sezione: News / Data: Gio 09 aprile 2020 alle 17:29 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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