Dopo l'analisi pre-gara del primo pomeriggio di Simone Inzaghi, anche il tecnico del Barcellona, arrivato nella sala stampa di San Siro, Xavier Hernández presenta l'euro-match di domani tra Inter e Barça. Di seguito le sue parole:
Le squadre come il Barça non devono adattarsi al rivale, succede ancora oggi o non ti importa di come gioca l'Inter?
"Una cosa è adattarti, un'altra cercare di cambiare qualcosa per creare qualcosa di meglio. Vogliamo dominare, avere il possesso palla e giocare nell'altra metà campo. La storia del Barça è questa, poi ovviamente mi adatto ma perché l'obiettivo è quello di vincere e avviene a livello difensivo, o sui corner. Analizziamo l'avversario e siamo attenti ma vogliamo sempre fare un passo avanti con personalità a prescindere dall'avversario".
Lo stato di forma dell'Inter non è dei migliori...
"Lo stato di forma non è significativo. Abbiamo giocato partite da favoriti pagando alla fine. L'Inter è molto forte, ha un modulo diverso rispetto agli altri avversari, Inzaghi è molto dinamico, gioca con due punte e questo in Spagna non succede. Dobbiamo dimostrare di essere il Barcellona, dobbiamo fare la stessa partita di Monaco ma con il risultato".
Hai già pensato la formazione? Ti condiziona l'assenza di Lukaku e il dubbio su Lautaro?
"Ce l'ho bene in testa, abbiamo un altro allenamento ma ho ben in mente cosa fare. Vogliamo dominare e fare possesso palla, cioè ciò che facciamo con la squadra negli ultimi mesi. Non è cruciale, non è definitiva ma importantissima per il destino del girone".
Essere primi in Liga vi dà fiducia?
"Certamente ci dà morale e fiducia. È positivo, ma domani è un'altra storia, domani è fondamentale per dimostrare a noi stessi che è il momento di rendere. Domani sarà una grande partita".
Cosa cambia a livello tattico il fatto che giochiate entrambi con la linea a tre?
"A livello tattico se giocano con due punte, come ad esempio la Real Sociedad che ha giocato con un attaccante in più, possiamo rafforzare centrocampo e attacco. Dobbiamo cercare di non far correre l'Inter perché è molto aggressivo e verticale. Cercheremo però senza dubbio di mostrare la nostra personalità".
Come sarebbe vincere in trasferta?
"Sarebbe importantissimo, i tre punti sarebbero fondamentali. Abbiamo dimostrato già di poter vincere, sarà difficile ma cercheremo di fare tutto per vincere".
Aver preso solo un gol in campionato da cosa dipende?
"Per me è importante difendere bene, avere una linea di difesa alta e non concedere occasioni. Serve in qualsiasi competizione. Il corner di Monaco ha cambiato le dinamiche della partita. L'importante è non subire gol".
Su Sergi Roberto:
"Per me è una garanzia. Ho già parlato benissimo di lui in passato. Non sapevo se avrebbe rinnovato o meno, ma per me è un jolly perfetto. Può giocare interno o esterno. Nonostante le critiche ricevute ha la mia più totale fiducia. È fondamentale anche nello spogliatoio, per me è una garanzia".
Bisogna lavorare sull'aspetto psicologico?
"Lavoriamo sull'aspetto psicologico. A Monaco siamo stati superiori sul gioco nonostante loro fossero i favoriti. Noi cerchiamo di valutare molto l'aspetto psicologico quindi domani dobbiamo sfruttare questo momento".
Sui numeri di Lewandowski:
"Sono numeri. L'efficacia sua è incredibile. È un calciatore di altissimo livello, anche gli altri devono aiutare ovviamente ma ben vengano i gol di Robert. Sono contentissimo per lui ma anche gli altri devono seguire la sua scia".
Inter-Barça fa pensare anche alla semifinale del 2010. Cosa pensi ricordando quella partita? Hai provato sentimento di rivalsa?
"No, non ho sentimento di rivalsa. È un momento diverso, chiaro che ci ho pensato. Non è stata facile, avevamo viaggiato in pullman, eravamo andati in vantaggio ma loro erano fortissimi, avevano Mourinho. Era stata una partita molto polemica, ma per noi sì, è un triste ricordo".
Sulle assenza dell'Inter:
"Entrambi perdiamo qualcosa. Il blocco dell'Inter è automatizzato a prescindere da chi gioca. L'altra volta non ha giocato Brozovic, ma hanno giocato molto bene, con la Roma avrebbero dovuto vincere ma questo è il calcio. Il blocco di Inzaghi è molto difficile per noi come avversario".
Nella partita del 2010 ci fu un'eliminazione polemica. Continui a pensare che in questo momento bisognerebbe mediatizzare di più il lavoro degli arbitri?
"Non lo so, non ci ho pensato. Credo però gli arbitri debbano fare le conferenze per spiegarsi meglio. Ma ho fiducia nella loro onestà".
È condizionato dagli impegni ravvicinati?
"No, no. Ma diamo importanza a questa gara perché vogliamo arrivare lontano e vogliamo essere competitivi. A Monaco lo abbiamo dimostrato ma non abbiamo fatto risultato. Domani non è fondamentale ma importante".
Più difficile vincere la Liga o la Champions? Rivorresti Messi?
"Penso la Champions sia più complicato perché qualsiasi dettaglio può mandarti fuori. Credo la Liga sia più giusta della Champions, Leo stesso ha detto una volta che un dettaglio ti può far fuori. Vediamo, non è ancora tempo di parlare di lui, gli voglio molto bene e gli auguro il meglio. Il Barcellona è casa sua ma non è il momento di parlarne, non faremmo neanche il suo bene, oggi è Parigi".
Su Alonso:
"Non vogliamo giocare sulla fascia, vogliamo cercare di essere un blocco difensivo e anche in attacco per fare pressing alto e non fare arrivare l'avversario. Non vogliamo partite chiuse perché non sarebbe un buon gioco, penso che il dominio del gioco sia la cosa più importante".
Sui gol che non valgono più il doppio in trasferta:
"Credo che sia positivo per il calcio".
Su Pedri:
"Ci sono sempre cose da migliorare, per i centrali è importante arrivare in area per il gol e per generare occasioni. Sia lui come gli altri sono fondamentali per la squadra".
Lo schema sarà diverso dal Maiorca?
"Non molto, mi conoscete come allenatore. Il dna della squadra è quello. Noi non ci adattiamo ma miglioriamo la nostra metodologia. Domani cercheremo di fare bene perché è molto importante, lo ripeto".
Domani tenendo in considerazione il fatto che Alonso non ha mai giocato, si può fare una difesa a tre?
"Sì, assolutamente. Alonso è straordinario, può giocare da interno o esterno. È positivo per noi averlo, è polivalente e ci dà alternative, come Sergi Roberto".
Come vedi Lautaro Martinez come attaccante? Ci è pure arrivato l'annuncio del ritiro di Higuain, che sensazione ti dà questo?
"Lautaro è molto bravo, cerca gli spazi, è di movimento. È molto bravo e interessante, vedremo se domani giocherà o meno. Higuain è stato esemplare, giocatore molto difficile da affrontare, è sempre stato un esempio: corretto e rispettoso dei rivali, ha fatto un'incredibile carriera".
Su Gavi:
"È cresciuto molto rapidamente. È molto maturo nel gioco, ci dà intensità e ritmo. Come salta il pressing, recupera palla, per come fa copertura... È spettacolare e ha solo diciotto anni".
Nel momento del sorteggio all'Inter si son detti che la corsa sarebbe stata sul Barcellona, vi ha dato fastidio o è normale sia così?
"Beh, sembra che sia così. Abbiamo perso entrambi col Bayern e domani sarà importantissima per noi. La previsione era quella, vediamo cosa farà il Bayern domani ma noi non possiamo sbagliare".
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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