E' Javier Zanetti, vice presidente dell'Inter campione d'Italia, l'ospite d'eccezione di 'Supertele', programma di DAZN condotto da Pierluigi Pardo. Di seguito l'intervento integrale di Pupi:
Come è andata la festa?
"Sono felice. Ho mangiato ma non bevuto, sono astemio".
Cosa resta dello scudetto?
"Soprattutto resta la felicità dei tifosi, poi il percorso fatto, dall'inizio alla vittoria del campionato. Simone e lo staff hanno fatto un grandissimo lavoro, abbiamo dimostrato di essere una squadra forte. Con grandissima personalità e un grande gioco, l'Inter ha dimostrato di essere la più forte".
Inzaghi, l'anno scorso, per un periodo è stato in discussione.
"No, da parte nostra no. Ma è vero che c'è stato un momento di difficoltà non solo del mister, ma anche di tutti noi che lavoriamo all'Inter. I risultati in campionato non arrivavano...".
La finale di Istanbul è stata la svolta?
"La finale di per sé è stata un grande traguardo, alla vigilia tutti dicevano che il City avrebbe vinto facile. Poi quando abbiamo visto la partita, c'è stato del rammarico perché avremmo potuto vincere. Dopo quella sera siamo usciti con la consapevolezza di essere una squadra che poteva lottare per traguardi importanti".
Cosa ha cambiato Inzaghi nel gruppo?
"Tantissimo, ha portato le sue idee. La squadra diverte, il mister ha dato serenità e calma".
Il problema della voce lo ha risolto.
"Si impegna tanto a bordocampo, i ragazzi l'hanno seguito in tutto. Abbiamo visto l'atteggiamento in campo".
Calhanoglu davanti alla difesa è stata una delle chiavi del successo.
"Lui ha accettato questa grande sfida, il mister gli ha dato grandissima fiducia. Calha si è sentito protagonista nelle due fasi".
L'idea Thuram.
"Sono stati bravi Piero (Ausilio, ndr) e Baccin, che lo seguivano da tanto tempo. Lo abbiamo aspettato dopo l'infortunio al ginocchio, avevamo fiducia in lui. Lui si è adattato alla Serie A subito, trovando il feeling con Lautaro. E' stato determinante".
Hai pensato che senza Lukaku sarebbe stato più difficile?
"Nessuno discute la bravura di Lukaku, con noi si è comportato molto bene, abbiamo vinto uno scudetto con Antonio (Conte, ndr) in panchina. Lui ha deciso di non restare, nessuno se lo aspettava, soprattutto a livello di tempistica. Magari avremmo cambiato la strategia, è stata una grande sfida anche per noi trovare delle alternative. Siamo stati bravi, si è creato un gruppo umanamente importante".
Lautaro resta?
"Lauti è contento, l'Inter è la sua famiglia. Dimostra grande senso di appartenenza, è stato un capitano esemplare. Milito mi diceva che era forte già a 18-19 anni, noi lo seguivamo. Mi sorprese quando dopo una tripletta col Racing disse di essere contento dei gol ma non della sua prestazione. Una frase che mi ha fatto riflettere. Era quasi fatta con l'Atletico, poi un giorno mi chiama uno dei suoi procuratori dicendomi che c'erano dei problemi. Sono venuti subito a Milano, ed è iniziata la trattativa, chiusa in Argentina da Piero. La cosa che mi piace di più di lui è che ogni anno migliora, la sua maturità lo ha fatto diventare un riferimento".
Sono stati importanti anche i giocatori meno 'da copertina'. Il problema è ripetersi?
"Tutti i ragazzi si sono sentiti importanti, ognuno ha dato il suo contributo. Penso a Carlos Augusto, Darmian, giocatore intelligentissimo. Abbiamo vinto tante partite all'ultimo perché ci abbiamo sempre creduto, con i gol di Frattesi. Ora la sfida più difficile è continuare a vincere. Come si fa? Lavorando nella stessa maniera, con umiltà. Abbiamo vinto uno scudetto importante, dobbiamo difenderlo. Penso che i presupposti ci siano perché c'è un gruppo forte dal punto di vista umano oltre che tecnico".
Il gap tra la struttura societaria dell'Inter e delle altre.
"Qualche giocatore lo abbiamo preso, dipende dalle opportunità di mercato. Per vincere serve costruire anche una squadra fuori dal campo, la società deve essere presente nei momenti di difficoltà. Inzaghi lo abbiamo supportato, aiutandolo a trovare le soluzioni per uscirne".
I meriti di Zhang.
"Siamo in contatto permanente, anche se col fuso orario diventa difficile (ride, ndr). Era felice per lo scudetto, allo stesso tempo dispiaciuto per il fatto che non è potuto esserci. Lui è tranquillo perché vede che il club è in buone mani".
Si può colmare la differenza con le grandi d'Europa?
"Se guardi la finale di Istanbul, sembra non ci sia grande differenza ma in realtà c'è. Non possiamo competere con la Premier, dobbiamo essere bravi a trovare alternative, giocatori funzionali che possano giocare in una squadra con tanta pressione. Fino ad adesso quelli presi ci hanno dato ragione, speriamo sia così anche con i nuovi".
Ci ripensi all'eliminazione dalla Champions?
"C'è sempre una lezione da imparare, resta il rammarico perché potevamo passare. Abbiamo avuto le occasioni per segnare il gol qualificazione...".
Sarebbe bello avere una nuova bandiera?
"Sarebbe bellissimo, Lautaro è sei anni che è con noi. Bastoni, Barella e Dimarco sono tutti giocatori che si identificano con i nostri valori. Mi piacerebbe rimanessero per tanti anni, ma in questo calcio è difficile. E' normale che altri club si interessino ai grandi giocatori. Sono arrivate tante telefonate per tutti perché veniamo da una stagione straordinaria. La tranquillità, come ha detto Beppe, è che tutti i ragazzi sono felicissimi di restare. Il prossimo anno sarà molto intenso, dovremo fare una squadra molto competitiva. Il mister avrà bisogno di tutti".
Hai dato dei consigli a Dimarco?
"E' cresciuto tantissimo, si vede la classe che ha. E' un interista dentro, in campo e fuori, basta vedere quando fa i cori...".
Icardi lo senti ancora?
"Lui aveva il desiderio di diventare una bandiera come me, ci sta. Sappiamo come sono andate le cose, è da tanto che non lo sento. Ma quando torna a Milano lo vedo volentieri".
Potete aprire un ciclo anche in Europa?
"Ci saranno tanti impegni, anche il Mondiale per Club. Non dobbiamo aprire un ciclo, lo abbiamo aperto il primo anno con Conte. Abbiamo vinto trofei, fatto due finali europee, siamo sempre stati molto competitivi. Siamo stati sempre bravi a rimanere forti".
Lo scudetto del Milan nel 2022.
"Può capitare, sono stati bravi loro che ci hanno creduto fino alla fine mantenendo un grande rendimento".
Meglio vincere da giocatore o dirigente?
"Sono sensazioni diverse, ma io oggi sono strafelice. Fuori si soffre di più, in campo ti puoi sfogare. Il fatto di far parte di questa cosa mi rende molto felice".
Mourinho lo senti?
"Sì, sì, ora è tranquillo. Mi è dispiaciuto perché so quanto ci tiene José. Lui non se l'aspettava, ma fa parte del calcio. De Rossi sta facendo un grandissimo lavoro".
Molti interisti hanno detto che non avevano mai visto una festa come quella della seconda stella.
"C'era la voglia della seconda stella, poi è arrivata nel derby. I nostri tifosi aspettavano questo festeggiamento, giusto che sia andata così. I ragazzi magari non si rendono conto di ciò che hanno fatto, ma tra qualche anno si renderanno conto che hanno scritto una delle pagine importanti del club".
Quanto ti senti italiano? Come vedi la Nazionale a Euro 2024?
"Io mi sento italiano, è il mio Paese senza dimenticare la mia Argentina. Per quanto riguarda la Nazionale, dico che Spalletti dovrà fare un grandissimo lavoro. Non sarà semplice perché non abbiamo partecipato agli ultimi due Mondiali. Mi auguro che possiamo qualificarci al prossimo".
Fa effetto vedere un Napoli così dopo appena un anno?
"Nessuno se lo aspettava, a inizio anno la mettevo tra le protagoniste del campionato".
Quale è il giocatore che ti ha impressionato di più?
"Mi ha sorpreso Carlos Augusto perché non lo conoscevo così tanto. E' molto intelligente, non lo vedi mai in affanno, ha grande personalità. A me piace tanto Darmian, ovunque lo metti ha un rendimento molto alto. Poi Frattesi e la sua voglia di spaccare tutto".
Quanto fastidio ha dato la sconfitta col Sassuolo a Inzaghi?
"No, no, ha dato fastidio a tutti. Se guardi la partita, il Sassuolo ha segnato e si è difeso molto bene. Noi le occasioni le abbiamo create. Ci teniamo a finire al meglio il campionato. E' un buon segnale vedere Inzaghi e i giocatori arrabbiati per una sconfitta".
Si può stare tranquilli su Lautaro?
"Sì, si può stare tranquilli, lo ha detto anche lui. Sarà ancora il capitano dell'Inter".
Chi fa più paura tra Juve, Milan e Napoli in vista del prossimo campionato?
"Paura no, rispetto per tutte e tre, sarà un campionato completamente diverso. Riconfermarsi è sempre difficile, noi abbiamo questa grande sfida davanti a noi".
Il sogno da dirigente.
"Il sogno è alzare la Champions da dirigente, sarebbe fantastico".
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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