Ospite della Lega Serie A all'IBC di Lissone, Andrea Ranocchia si è raccontato in una lunga intervista in cui ha mescolato ricordi della sua carriera alla stretta attualità. Si parte dalla decisione di appendere gli scarpini al chiodo: "Non ho cambiato idea, sto benissimo così! - dice ridendo l'ex difensore dell'Inter -. Ora mi sto riposando e mi sto godendo la famiglia ad Assisi, è bello rimanere un po' a casa e poter vivere la famiglia e gli amici. Poi vedremo se rientrare nel mondo nel calcio ed eventualmente con quale ruolo. Mi piacerebbe aprire una scuola calcio per lavorare con i giovani. Quando avrò le idee più chiare e avrò capito cosa voglio fare, ricomincerò!".
Parliamo un po' del giorno in cui hai deciso di smettere.
"Avevo già deciso da tempo, ma tanti mi chiedevano cosa stesse succedendo, così ho deciso di tirare fuori tutto quello che avevo dentro e ho spiegato le ragioni della mia scelta e quello che avevo vissuto. Mi è sembrato corretto verso chi mi seguiva e faceva il tifo per me, era giusto che tutti conoscessero il mio punto di vista".
Ti ricordi il giorno dell'esordio in Serie?
"Certo! Contro l`Inter a San Siro, giocavo nel Bari e facevo coppia con Leo Bonucci. Tra l'altro quella era l`Inter che poi avrebbe vinto il triplete. Ricordo la grande emozione e la soddisfazione per l`esordio e per il risultato, 1-1, ma ho sia ricordi abbastanza nitidi che molto accelerati perché ero veramente emozionatissimo. E` stata una partita bellissima, quella giornata me la porterò dietro per sempre".
Un'altra giornata indimenticabile?
"L'ultima a San Siro con la maglia dell'Inter: il saluto dei tifosi mi ha ripagato di tutti gli sforzi fatti. Ho fatto parte di una società fortissima per tanti anni, sono stato anche capitano ed è stato un orgoglio indescrivibile, con la responsabilità, le emozioni e le difficoltà che comporta indossare la fascia di capitano di una squadra come quella nerazzurra. Sono stato bravo e fortunato a guadagnarmi sempre la fiducia di società, compagni e allenatori, ho sempre cercato di aiutare la squadra in tutti i modi e questo i tifosi lo hanno apprezzato. E poi aggiungerei anche la festa scudetto... E' arrivata alla fine di un percorso lungo, con momenti difficili. Quando siamo riusciti a vincere lo scudetto è stata una liberazione, dopo averlo cercato e rincorso per tanti anni. A livello calcistico credo sia stato il momento più bello della mia vita. Purtroppo non abbiamo potuto festeggiarlo subito sul campo perché abbiamo vinto il giorno successivo alla nostra partita, quando l`Atalanta non è riuscita a vincere la sua, ma è stato fantastico anche fare festa tra di noi con tutti i compagni, prima di farlo con la nostra gente".
A quale gol sei più legato?
"In realtà non ne ho fatti tantissimi (ride), quindi me li coccolo un po` tutti! Se devo sceglierne uno ti dico quello in rovesciata segnato contro l`Empoli in Coppa Italia perché probabilmente è stato il più bello e il più particolare. Poi tra l`altro quel trofeo lo abbiamo anche alzato".
Beh ogni tanto venivi schierato anche in attacco.
"Mi è capitato spesso di fare l’attaccante, soprattutto nei finali di partita perché, essendo alto e bravo di testa, capitava che venissi spedito davanti per vincere duelli aerei, soprattutto con mister Spalletti quando avevamo la panchina un po` corta. Però è sempre stato un azzardo, divertente, ma onestamente ero un po’ fuori luogo".
Passando al presente, cosa ti aspetti col Mondiale di mezzo?
"Chi può dirlo... E` ancora molto lunga la stagione e può succedere di tutto perché, di fatto, si giocano due campionati diversi e devi fare due preparazioni. Bisognerà stare molto attenti sia dal punto di vista fisico che da quello mentale perché la stagione ora sembra quasi finita e invece non siamo nemmeno a metà. E poi bisognerà gestire chi va ai Mondiali perché i giocatori che vanno in Qatar, invece, non si fermeranno mai, se non per pochissimi giorni".
Dopo la sosta, il 7 gennaio ci sarà Monza-Inter: che emozioni proverai?
"Spero sia una bella partita, tra due società che mi hanno dato tanto. All'Inter sono stato 11 anni e, come raccontavo, ho vissuto momenti incredibili, a Monza mi hanno fatto sentire subito a casa e dopo l`infortunio e la decisione di smettere mi sono stati molto vicini. Li ho frequentati per poco tempo ma spero con tutto il cuore che si salvino e che costruiscano un futuro importante. L’Inter è la squadra del mio cuore, mi godrò questa partita".
A proposito di infortunio... A Sensi domenica è successo quello che era successo a te...
"Sì, mi è spiaciuto tantissimo, l’ho sentito e gli ho fatto il mio in bocca al lupo. Immagino abbia ricevuto tanti messaggi, come successo a me. Spero torni presto, anche se non è un infortunio facilissimo da mettersi alle spalle. Ma lui è giovane e bravissimo e ha ancora tanti anni di carriera davanti!".
E la tua Inter, come sta?
"Hanno passato periodo difficile e ora si stanno riprendendo. Conosco le qualità calcistiche e umane dei ragazzi e del mister, spero che a fine anno possano vincere dei trofei, sono il loro primo tifoso e sono tranquillo: il gruppo è forte. E` vero che il Napoli è distante, ma in un campionato così strano tutto è aperto. Battaglieranno insieme a Juve e Milan, tutte squadre con un dna importante, tutte dure a morire.
C`è un giocatore che ti piace particolarmente? Un piccolo Ranocchia in cui ti rivedi?
"Certo! il mio ex compagno Filippo Ranocchia, il cognome è una garanzia! (ride, ndr)".
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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