"Fu il giorno in cui si chiuse un discorso fatto con il mitico Peppino Prisco all’angolo di via Bigli giusto una settimana prima. Una cosa appunto rapidissima, un passaggio fondamentale. Allora l’avevo vissuto solo come un momento della vita, si è rivelato un periodo lunghissimo", così Massimo Moratti apre il suo racconto di quel 18 febbraio 1995, giorno passato alla storia. E che storia! Quel giorno l'Inter di Ernesto Pellegrini veniva acquistata dal figlio dello storico presidente Angelo, dal quale Massimo ne aveva ereditato la fede come racconta a Sportweek sulla Gazzetta dello Sport: "Fu una semplicissima questione di amore e tifo - ha ammesso -. La decisione di prenderla nasceva proprio dal fatto di averla sempre tifata con tutto me stesso".
A quale giocatore è più affezionato?
"Ho voluto bene a tutti, anche perché con me sono sempre stati molto affettuosi pure a fine carriera, ma ne citerei un paio. Il primo è Paul Ince, di cui mi innamorai al punto da andare a prendermelo di persona con un viaggio in Inghilterra, anche per conoscere la sua famiglia. Lui era un tesoro. Peccato che poi fu proprio la moglie a insistere perché tornasse in patria".
E l’altro?
"Javier Zanetti, non solo per la lunga militanza. Arrivò insieme a Rambert che della coppia per gli altri era il pezzo pregiato. Invece la Scelta era Zanetti".
Il giocatore più forte che ha avuto?
"Ronaldo, per distacco. Tra tecnica e velocità, certe giocate le sapeva regalare solo lui".
Tra gli infortuni e quell’addio polemico però non ha dei rimpianti?
"Con noi Ronaldo ha giocato la sua stagione migliore in assoluto. Peccato per quel crack al ginocchio e poi per la partenza verso il Real".
Ma se ci teneva tanto e davvero al tempo la scelta era tra il Fenomeno e Cuper, perché lei non sacrificò il tecnico?
"A Ronaldo lo dissi, 'lo sai che cambio allenatore ogni 3-4 mesi, fai tanto casino ma magari a breve se ne andrà anche Cuper...'. Lui comunque aveva già deciso di andare a Madrid, anche perché credo che gli avessero offerto un ingaggio altissimo. Mi è dispiaciuto che sia nato tutto da quella questione dell’allenatore che era abbastanza inutile. Ciò detto, il nostro rapporto è sempre stato ottimo e a Ronaldo voglio un mare di bene. Ho a casa in bella mostra il Pallone d’oro che mi ha regalato".
Altre sfuriate?
"Dopo l’eliminazione dalla Champions per opera del Manchester, nel 2009 con Mourinho. Mi sono trovato davanti facce rassegnate che dicevano 'tanto si sa che in Europa va così...'. Ma scherziamo?".
La Champions successiva l’avete vinta...
"Il momento più bello in assoluto. Il più brutto è inutile che me lo chieda.. (ride pensando al famoso 5 maggio 2002)".
Veniamo all’Inter attuale.
"Devo dare grande merito a Inzaghi di avere saputo coniugare bel gioco e risultati. Una combinazione difficilissima. Rispetto alla scorsa stagione sta anche facendo più turnover per avere energie con cui andare in fondo in tutte le competizioni, anche perché ha una rosa più completa".
In alcuni elementi però la differenza si sente.
"Per forza, gente come Calhanoglu, Lautaro e Thuram non può avere un vice all’altezza. Sento per esempio molte critiche nei confronti di Asllani, ma la banale verità è che un altro come Calhanoglu non esiste perché ha genialità, tiro e capacità di farsi sentire davanti alla difesa in fase di non possesso palla".
In linea teorica questa Inter potrebbe ancora centrare il Triplete.
"Certo, in Champions però quando si arriva alla fase ad eliminazione diretta subentrano fattori unici. Devi arrivare bene a quelle poche partite che decidono tutto. Noi stessi nel 2009-10 eravamo praticamente eliminati già ai gironi invece ribaltammo tutto a Kiev nel recupero con i gol di Sneijder e Milito".
Discorso diverso per lo scudetto.
"Credo che l’Inter abbia la rosa più profonda e completa".
Il Napoli però corre e ha solo il campionato.
"Conte è eccezionale per capacità di incidere in fretta e di portare a casa le partite, però l’Inter è più esperta e potrebbe prevalere, se non verrà prosciugata dal fatto di giocare ogni tre giorni tra campionato, Champions e Coppa Italia".
Manifestazioni in cui l'Inter potrebbe affrontare altre quattro volte il Milan. Per come sono andati i derby stagionali, spera di pescare i rossoneri per una rivincita o di evitarli perché 'indigesti'?
"I derby rischiano di essere talmente tanti che alla fine non sarebbero più originali e forse va bene anche un’altra partita... Scherzi a parte, con i loro nuovi acquisti si sono rinforzati e potrebbe diventare un incrocio ancora più difficile rispetto ai precedenti".
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