'MVP: Mai visto prima'. Sky Sport usa un gioco di parole per iniziare l'intervista esclusiva con Federico Dimarco, votato come il miglior giocatore della Serie A 2025-26 grazie a delle statistiche mai realizzate da nessuno in una singola stagione del campionato. "E' stata la stagione più bella della mia carriera, soprattutto per le premesse. Non era una situazione facile, vincere due trofei come scudetto e Coppa Italia, in più coronarlo con il premio MVP del campionato, è qualcosa di straordinario che a inizio stagione non pensavo di raggiungere".
Ronaldo, Dybala, Leao, Kvara, Lautaro, McTominay, ora Dimarco: che effetto fa?
"Un bell'effetto. Di solito, questi premi qui li vincono gli attaccanti. Vincerlo da esterno di fascia è qualcosa di incredibile. Essere il primo italiano a vincere mi riempie di orgoglio, faccio fatica a descriverlo. Quando sono venuto a saperlo, insieme a mia moglie e ai miei amici, siamo esplosi di gioia perché è stato un premio inaspettato. E' stato il frutto del lavoro fatto in questi anni. Mi piacerebbe dedicare questo premio alle persone che dicevano che ero un giocatore finito alla fine dell'anno scorso. Posso fare degli esempi: c'era chi diceva che dovevo essere venduto, altri che dicevano che duravo 35', che non sapevo difendere. Ovviamente sono cose che ti fanno male quando le leggi perché cerco sempre di dare il massimo. Poi succede di non fare la prestazione che vorresti. Quello che posso dire è che do più del 100% quando scendo in campo con questa maglia".
Questi trofei cancellano le ferite?
"Non è che vengono cancellate, però vengono riparate un po'. Perdere la finale di Champions, dopo una stagione così, non è stato facile perché ti lascia degli strascichi incredibili. Questo è stato l'anno della ripartenza perché questo gruppo qua è riuscito a tirare fuori qualcosa di incredibile. E' stato un lavoro di squadra, del mister e del suo staff. Chivu è stato importante a inizio stagione quando ci ha tirato su di morale".
L'importanza di Chivu.
"Già al Mondiale per Club mi ha detto delle parole forti perché sapeva che avevo bisogno di ritrovare la fiducia che avevo perso. Devo dire che piano piano con le parole e il lavoro ho riacquistato autostima e fare questa stagione qua. Adesso che è finita la stagione, a bocce ferme dico che fa veramente piacere fare 18 assist. Per me il più bello non è quello contro il Torino a Thuram, quello lo metterei al secondo posto. Al terzo posto metto quello per Pio contro la Juve, era un momento delicato della stagione. Al primo metterei quello fatto a Bonny con la Lazio in casa".
Il messaggio di Mancini: "Dimarco ha fatto un campionato straordinario per qualità e continuità, è stato eletto MVP della Serie A. Mi rende felice aver visto il suo talento da ragazzino, quando lo feci esordire con l'Inter. Oggi è diventato completo, ma soprattutto un simbolo per i tifosi. Complimenti".
"E' stato l'allenatore che mi ha fatto esordire in Nazionale e all'Inter, è stato il mio primo vero allenatore in carriera. Quando ho debuttato mi ha fatto un regalo immenso".
Hai detto che per prepararti a questa stagione hai avuto bisogno di isolarti la scorsa estate. Cosa hai fatto e perché?
"La stagione precedente era stata frustrante, non aver vinto nulla. Da quando sono tornato all'Inter avevamo avuto una media di due trofei all'anno, e quell'anno zero. Mia moglie me lo ha detto chiaramente: stavo sbragando, ci pensavo troppo. Da quando mi sono isolato ho azzerato tutto, ho pensato a cosa avevo sbagliato e cosa potevo fare meglio. Il mio preparatore Andrea mi ripete sempre che ogni anno si riparte da zero: bene o male che tu abbia fatto, bisogna ripartire perché inizia una nuova stagione con nuovi obiettivi. Non è facile da imparare, però mi è servito tantissimo".
Il fatto di tenerci così tanto è il rovescio della medaglia del giocare nella squadra che hai sempre tifato?
"Su questo sono davvero migliorato. Prima, quando le cose non andavano, non parlavo per due o tre giorni, la subivo tantissimo. Adesso, giocando ogni tre giorni, hai bisogno di azzerare in fretta e pensare alla partita successiva. Ho dovuto lavorarci molto, ed è stato un bene".
Quanto è importante avere in squadra ragazzi cresciuti all'Inter come Pio Esposito?
"Ognuno se la deve vivere a modo suo, perché tornare è bello ma per restare all'Inter devi stare sempre a un livello altissimo, e non è facile. Sono contentissimo per Pio, gli voglio un bene enorme. Ha già dimostrato il suo valore e può fare ancora meglio, diventerà un attaccante fortissimo. E spero che l'anno prossimo torni anche Ale Stankovic: l'ho preso che aveva 17 anni, lo portavo io agli allenamenti come un fratellino. Ha delle potenzialità importanti".
L'importanza di Juric.
"Juric è stato fondamentale. All'inizio non giocavo, ma piano piano con il lavoro e con le sue richieste, diverse da quelle che avevo avuto prima, sono cresciuto sia come giocatore che come uomo. È stata una tappa fondamentale del mio percorso".
L'obiettivo Champions.
"Aver fatto due finali di Champions negli ultimi quattro anni è già qualcosa di straordinario, non è da tutti. Sono orgoglioso di giocare con questi compagni in questa squadra. Non sono uno che fa promesse, non dico che l'anno prossimo vinceremo la Champions, però posso promettere che faremo di tutto per andare più avanti possibile".
E' questo il momento più bello della tua vita?
"Sì. Abbiamo vinto due trofei importanti, ho vinto l'MVP e io e mia moglie aspettiamo il terzo bambino. Siamo felicissimi".
L'ultimo video è di Fabio De Luigi.
"Ci sentiamo spesso, ci facciamo i complimenti a vicenda, lui quando vince l'MVP, io quando escono i suoi film. Ogni volta che guardo i suoi video o i suoi film rido dall'inizio alla fine. Ciao Fabio. Quando smetterò magari facciamo un film insieme".
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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