"Loro sono senza dubbio favoriti, ma non partiamo battuti". Ci crede Dejan Stankovic, tecnico della Stella Rossa, parlando del match di domani contro il Milan al Corriere dello Sport.

Stankovic, quanto è orgoglioso di tornare alla guida della Stella Rossa nella “sua” Milano per una partita che può valere gli ottavi di Europa League? 
"Moltissimo. Se mi avessero prospettato uno scenario simile un anno fa, non ci avrei mai creduto e invece eccoci qua, a giocarci il passaggio del turno in Europa dopo aver vinto il campionato sulla panchina della società dove sono cresciuto. Sono felice e orgoglioso di ciò che stiamo facendo". 
 
Sa che le immagini e le foto di lei che, all’andata, esulta a braccia alzate dopo la rete del 2-2 di Pavkov hanno fatto impazzire i tifosi interisti? 
"Anche quelli della Stella Rossa... (sorride, ndr). Quel pareggio è stato importante per i giocatori, lo staff tecnico, la dirigenza e la nostra gente. Soprattutto perché lo abbiamo ottenuto in dieci contro undici, dopo che non ci eravamo arresi a una sconfitta che sembrava quasi sicura". 
 
Domani sera San Siro sarà deserto, ma tanti interisti seduti a casa davanti alla tv, tiferanno per lei. Cosa vuole dire loro? 
"Che sono molto contento e li abbraccio. La vita è bella anche per questo e certe dimostrazioni d’affetto sia da parte della gente sia di tanti ex compagni mi fanno capire che all’Inter ho lasciato un bel ricordo. Ho sempre sudato la maglia mettendo in campo il mio cuore e rispettando al massimo un club dove c’erano un gruppo eccezionale di campioni e un grande presidente come Moratti. Insieme a loro e ai nostri fantastici tifosi abbiamo scritto la storia e vinto tutto quello che potevamo vincere". 
 
Uno Stankovic con la maglia nerazzurro c’è anche adesso: è suo figlio Filip. 
"Lavora come un grande professionista e ha la fortuna di poter imparare da Handanovic, uno dei migliori portieri al mondo. Filip ha la testa a posto, i piedi per terra e suda ogni giorno sul campo. Come padre non potrei essere più contento: vederlo circondato da gente che gli vuole bene e lo apprezza, per me è davvero il massimo". 
 
Non le chiediamo neppure se domenica ha visto il derby e se era contento del risultato perché... 
"Perché sapete la risposta... L’Inter ha giocato benissimo e ora, come si dice in Serbia, ha il destino nelle proprie gambe. Nella squadra si vede la mano di Conte, uno duro, tosto e che non molla mai. E’ un grande allenatore e mi piace molto perché ha migliorato il gruppo. Certi progressi non si ottengono certo per caso. L’Inter è organizzata, quadrata e sa sempre cosa fare. D’accordo, avrà pure una rosa forte, ma è lassù soprattutto grazie al lavoro".  
 
E’ l’anno buono per vincere lo scudetto che manca dalla stagione del triplete
"A questo punto dipende da loro perché sono davanti e, anche se hanno un vantaggio esiguo, certe vittorie contro Juventus, Lazio e Milan sono importanti per il morale e l’autostima. Non voglio gufare e mi limito a parlare da ex e da tifoso. Ciò premesso dico: “Spero nello scudetto e mi auguro con tutto il cuore che l’Inter lo conquisti”".  
 
Passiamo all’altra... faccia del derby ovvero al Milan arrivato al quinto ko nel 2021. 
"Non mi permetto di giudicare una grande squadra come il Milan solo perché è reduce da due ko in Serie A e dal pareggio contro di noi. Ci troveremo di fronte una formazione che vorrà riscattarsi, un avversario forte e carico perché un club che ha Ibrahimovic e che nella sua storia ha vinto tanto in Italia e in Europa, non accetta di stare più tre incontri senza far risultato".

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Sezione: Focus / Data: Mer 24 febbraio 2021 alle 08:38 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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