Inizia oggi la nuova parentesi professionale di Gennaro Gattuso. Il campione del mondo 2006 e leggenda del Milan 'esordisce' oggi a Coverciano come nuova guida della Nazionale italiana. Avventura che Rino presenta in conferenza stampa durante la quale ha illustrato il suo progetto azzurro e la doppia sfida in programma contro Estonia e Israele, valide per le qualificazioni per il Mondiale 2026: "Siamo questi, nella prima giornata di campionato di Serie A c'erano 97 giocatori di campo ma la squadra è di valore. Certo, spero in futuro di vedere più giocatori italiani ma non siamo messi così male" ha subito detto prima di rispondere alle domande dei giornalisti presenti che lo hanno sollecitato a rispondere anche sull'interista Pio Esposito.
Potrebbero esserci problemi di ordine pubblico per Israele-Italia a Udine?
"Io sono un uomo di pace e mi fa male al cuore vedere civili e bambini colpiti, mi fa male al cuore. Noi però facciamo un mestiere, anche la FIGC sta lavorando tantissimo per trovare soluzioni e fare una gara perfetta a Udine anche dal punto di vista della sicurezza. Il nostro dovere è fare il nostro lavoro, ma spero si arrivi a una soluzione di pace non solo in Israele. E' una cosa che colpisce al cuore e fa male al cuore".
Come vuole costruire la squadra?
"Sono tornati gli esterni, vogliamo difendere a quattro. Qualche scelta è stata fatta anche in base alla condizione fisica, qualcuno ha fatto qualcosa in meno ma l'ho voluto in gruppo perché penso sia importante".
Come intendi la figura del regista?
"Dipende partita dopo partita, ma le convocazioni sono state fatte per mettere in campo la squadra nel modo migliore possibile. Dipende se giochiamo a due a centrocampo o a tre".
Cosa ha trasmesso questa estate ai calciatori?
"Non ho trasmesso nulla... Li chiamo spesso, gli rompo le scatole anche adesso. Voglio ringraziare i club, ci hanno fatto sentire a casa loro. Hai poco da dire ai giocatori in quei momenti, si stanno allenando, è stato solo un ritiro. La cosa più importante è stato parlare di calcio e coi dirigenti. Il giro ancora non è finito, mancano ancora 10-12 squadre. Ringrazio Buffon e Bonucci che mi hanno accompagnato".
Cosa hai detto stamattina ai giocatori? Cosa ti aspetti dai club?
"Oggi ringrazio l'Atalanta per Scamacca (resta nonostante l'infortunio, ndr) perché hanno dimostrato coi fatti di volerci aiutare. Per me e per chi lavora con me è fondamentale questo aiuto e oggi bisogna ringraziare l'Atalanta, credo nel futuro ci sarà questo rapporto. Non voglio mettere in difficoltà giocatori e club, capisco tutti, ma qui abbiamo tutti gli strumenti per curare e controllare i giocatori. È giusto siano qui... Per ora nessuna riunione, c'è poco da parlare. Bisogna far parlare il campo".
Quanto è stato difficile fare la lista dei convocati?
"Non è stato difficile... Abbiamo lasciato a casa Buongiorno, Ricci, Cristante ma loro fanno parte del nostro progetto. Dopo i moduli li fanno soprattutto i riferimenti, si scelgono i calciatori funzionali a ciò che vogliamo fare. Si parla sempre di tattica ma oggi è difficile giocare in Serie A, si gioca sempre uomo contro uomo".
Come mai i tre esordienti?
"È difficile dire se sono pronti o no, quello te lo dà l'esperienza, il vissuto. Li ho convocati perché penso che Fabbian sia molto simile a Frattesi, riempie bene l'area e ha fisicità. Le qualità di Pio sono indiscutibili e li vediamo, Leoni uguale: un giovane 2006 con grande personalità con picchi di velocità importanti. Non gli ho regalato nulla, li ho convocati perché penso abbiano delle caratteristiche ben precise".
Ha convocato Pio Esposito che ha appena esordito in Serie A e Leoni con poche presenze. Cosa ci dice questo sul nostro calcio?
"Quando vedo un giocatore c'è qualcosa che mi deve colpire. Io penso che siano giovani, ma hanno sfacciataggine e giocano già da grandi. Leoni lo scorso anno ha giocato a campo aperto con Lukaku e per me sono giocatori pronti. Forse alla nostra età non avevamo la sfacciataggine che hanno loro oggi e io quando vedo questo aspetto lo premio. Poi certo alla base c'è sempre qualità".
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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