"Sono stati quattro anni durissimi, non tanto per il Fair Play Finanziario perché quello non sparisce essendo noi un club registrato alla Uefa". A parlare è Piero Ausilio, nel corso della premiazione "Manager Sportivo dell'anno 2018", organizzato da Sciumé, avvocati e commercialisti. "Il principio è semplice, bisogna spendere quanto si guadagna. Abbiamo superato questi quattro anni che sono stati duri, con tantissimi sacrifici. Non hanno fatto felici i nostri tifosi perché l'obiettivo per noi è vincere, ma noi abbiamo vinto la partita di garantire una continuità. L'Inter ha fatto il Triplete nel 2010 e ha vinto nel 2011 una Coppa Italia, dopo abbiamo dovuto cercare di ripartire. Oggi posso dire con orgoglio che siamo ripartiti con un progetto, solido strutturato e con una società ambiziosa, nonostante la proprietà viva in Cina. Abbiamo un presidente che vive con noi in Italia tutti i giorni e ha strutturato il club come i top europei. Non ultimo con l'ingresso di Beppe Marotta. Non c'è solo la parte sportiva ma un management che si occupa di tutte le altre branche. Siamo un gruppo di persone che vogliono riportare l'Inter dove merita, ai successi a cui speriamo di tornare il prima possibile".

Ausilio non entra nel merito della sanzione appena ricevuta dal Milan. "Non entro nelle polemiche - dice il dirigente nerazzurro -. Il fatto di avere paletti di 21 calciatori non è solo un problema di elementi iscrivibili, che noi abbiamo pagato durante il girone non potendo disporre di alcuni calciatori. Il problema insormontabile o quasi è economico, nel creare la lista. Non potevamo mettere dentro i giocatori indipendentemente dalla valutazione dell'allenatore, sono rimasti fuori perché erano fuori dalla lista di due anni prima ed erano quelli che erano costati di più. Non ho letto le pagine che riguardano il Milan, non ho voglia di farlo e auguro loro di uscirne presto".

Si apre anche il capitolo Modric. "E' stato un sogno di mezza estate, ora lavoriamo per la prossima. Abbiamo i nostri osservatori che stanno guardando i proflili per migliorare una squadra con una base importante. Non dobbiamo lavorare sull'emotività perché siamo usciti dalla Champions. Abbiamo qualità da dover sviluppare nella maniera migliore. Come ha detto bene Beppe Marotta dobbiamo trovare qualità, non la nazionalità. Se poi sono anche italiani siamo ancora più contenti. Tonali? E' uno di quelli. Barella? Ce ne sono anche alcuni nell'Atalanta... Scherzi a parte, come si fa a non seguire questi profili? L'Atalanta ci ha dato Bastoni, siamo bravi ad anticipare il mercato. Sta facendo bene e siamo convinti possa essere un profilo importante per il futuro dell'Inter".

Sul capitolo Icardi, Ausilio rincara la dose: "Ai cinguettii non siamo sensibili, la sede è aperta quasi 24 ore al giorno e siamo disposti ad accogliere gli agenti dei nostri calciatori, anche per discutere dei rinnovi di contratto. Abbiamo telefoni, segreterie per parlarne, non certo nelle trasmissioni televisive. Se, come penso, c'è la volontà del calciatore di andare avanti l'Inter c'è, ma parlandone con serietà e professionalità in ufficio o in sede. Qui di agenti ce n'è qualcuno, sono pieni di idee e fantasie che ogni tanto portano a qualcosa e ogni tanto a nulla. Qui non si è mai entrati nel merito di nulla. Icardi ha una clausola per l'estero, avessimo voluto darlo alla Juve avremmo fatto un discorso diverso. Noi vorremmo andare avanti per tanto tempo, anche togliendo la clausola volendo. Non vedo quale sia il problema".

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Sezione: Focus / Data: Mar 18 Dicembre 2018 alle 19:09 / articolo letto 22138 volte
Autore: Mattia Todisco