Sotto gli occhi dei due Transformers coinvolti nella serata del Meazza, l'Inter non rende omaggio all'iniziativa pubblicitaria di Paramount+ per due semplici ragioni: non cambia minimamente la sua pelle, sfornando l'ennesima prestazione di alto livello e dando così continuità all'avvio di stagione; non ha alcun motivo per risvegliarsi né permette all'Udinese di farlo a gara in corso, dopo averla demolita nei primi 45 minuti. Perché se è vero che a Udine si vive meglio che in qualsiasi altro posto in Italia, sicuramente altrove si difende meglio di quanto visto fare dai friulani.

Ma al di là della prestazione deficitaria degli ospiti ("sfondati", prendendo in prestito un espressione dell'onesto  Cioffi), che non sono riusciti a superare la metà campo letteralmente nei primi 15 minuti, rischiando più volte di crollare, bisogna dare un enorme merito ai padroni di casa, che hanno interpretato sin dall'inizio in modo perfetto l'impegno, consapevoli di doversi riprendere la vetta della classifica dopo l'ennesima cortomusata della Juventus. Ritmi altissimi, qualità nelle giocate, spinta sulle fasce e vagonate di personalità hanno reso l'aria del Meazza frizzantina al punto giusto che la rete, presto o tardi, sarebbe arrivata. 

Peccato che un timido Di Bello abbia dovuto avvalersi del VAR per vedere la trattenuta di Perez su Lautaro che era sfuggita solo alla squadra arbitrale in tutto lo stadio. Poco male, Calhanoglu mette il timbro sul meritato vantaggio, che è solo il classico antipasto che apre lo stomaco. Al punto che le reti successive di Dimarco e Thuram non rendono abbastanza giustizia alla prova nerazzurra davanti a quasi 72 mila spettatori estasiati. Soddisfatti anche del secondo tempo in totale controllo della squadra, già con la testa a martedì quando a Milano si presenterà la meno arrendevole Real Sociedad per giocarsi il primo, importantissimo posto nel Girone D di Champions League.

Vetta riconquistata ed ennesima risposta a chi continua a sperare in un cedimento dei ragazzi di Simone Inzaghi, ancora una volta perfetto nella gestione della partita e nella scelta dei giocatori. Uno su tutti: Yann Bisseck. Gettato nella mischia per necessità, dimostra di essersi messo alle spalle il primo tempo di Lisbona e di essere un elemento affidabile, con il carattere giusto e le spalle abbastanza larghe per dire la sua in questa squadra.

L'Optimus Prime di Piacenza, per sconfiggere il Megatron di Livorno sempre alle sue calcagna, sa di potersi fidare ciecamente di tutti i propri Autobot, in grado di trasformare il proprio ruolo in base alle necessità della squadra. E con l'atteggiamento visto ieri sera, alla fine il bene trionferà sul male.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 10 dicembre 2023 alle 00:00
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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