Si alza ufficialmente il sipario nuova stagione dell’Inter. Dopo la passata annata conclusa con lo scudetto sfumato all’ultima giornata e i due titoli (Supercoppa Italiana e Coppa Italia) messi in bacheca, la squadra di Simone Inzaghi si ritroverà oggi al Suning Training Centre per iniziare il classico ritiro e gli allenamenti pre-stagionali. E lo farà con qualche importante volto nuovo che arriverà subito sui campi di Appiano Gentile per la prima volta, mentre altri sono attesi nei prossimi giorni una volta terminato il periodo di vacanza.
Le novità del 2022/23 rispetto al 2021/22 sono al momento cinque: lo sfidante di capitan Handa tra i pali André Onana, il nuovo vice-Brozovic (che solo vice-Brozovic non sarà) Kristjan Asllani, l’usato sicuro del centrocampo Henrikh Mkhitaryan, il giovane esterno dal passo svelto Raoul Bellanova ed il gigante Romelu Lukaku, tornato a Milano a prezzo di saldo un anno dopo la cessione monstre al Chelsea. Insomma, la promessa di Beppe Marotta di regalare al suo allenatore una squadra quasi al completo ai nastri di partenza è stata mantenuta. Restano ora da decifrare quelle che saranno le prossime mosse dei dirigenti interisti: si continua a parlare con insistenza di Paulo Dybala, delle uscite di Arturo Vidal e Alexis Sanchez (oltre ai numerosi prestiti già concretizzati negli ultimi giorni per alleggerire il monte ingaggi) e della cessione del pezzo da novanta, con tutti gli indizi che portano a Milan Skriniar. È ormai da settimane che, in costante loop, si parla del presunto rilancio del PSG da 70 milioni di euro più bonus che però, dalla parti di Viale della Liberazione, non si è ancora visto. Come verrebbe ritoccata la difesa con la pesante uscita dello slovacco? È da questa domanda che passa la gran parte del giudizio del mercato nerazzurro, con i nomi di Gleison Bremer, Nikola Milenkovic e di Manuel Akanji accostati al Biscione per prendere in mano l’eredità dell’ex Samp.
I quesiti avranno presto risposta, ma al momento non resta che affidarsi all’esperienza del solito Marotta sul mercato ed al meticoloso lavoro di Inzaghi sul campo, ieri entrambi protagonisti nella sala stampa dell'Inter HQ per presentare la nuova stagione. E gli spunti interessanti non sono mancati, a partire dalle parole dell’ad sull’importante rinnovo del tecnico piacentino, definito come il “frutto di un rapporto instaurato lo scorso anno dopo le turbolenze estive” fino ad arrivare al sacrosanto concetto che “bisogna avere coraggio di vincere e non paura di perdere. Ci ripresentiamo con l'obiettivo di vincere, forti di aver dimostrato di essere altamente competitivi. Non dobbiamo farci deviare da una parola che quest'estate, dopo la pandemia, è diventata abusata”. Il riferimento, ovviamente, è alla parolina ‘sostenibilità’, che per Marotta “non significa non essere competitivi perché il mercato è a tratti creativo, intuitivo. Siamo al quinto-sesto giorno di mercato, abbiamo avanti due mesi anche se il campionato incombe e sarà anomalo per la spaccatura tra prima e seconda parte”. Anche perché il chiaro obiettivo dell’Inter 2022/23 “è ampliare la bacheca, quei trofei non sono frutto solo di investimenti economici, ma di lavoro e appartenenza molto forte e sono principi che devono portarci al massimo”.
Anche Inzaghi non ha nascosto che l’Inter vuole “vincere, perché l'anno scorso sappiamo cosa è successo col mercato. Abbiamo messo al sicuro la società, noi come staff ci siamo rimboccati le maniche e poi è stato facile dire che l'Inter fosse favorita al contrario di quanto si sosteneva in estate. Quest'anno partiamo dietro il Milan, campione d'Italia, noi lotteremo con le altre 5-6 squadre. Vogliamo competere, non ci nascondiamo”. Per farlo, Simone potrà finalmente contare su Big Rom e sugli altri attaccanti della rosa (“La società mi ha messo al corrente di questa possibilità, per me è stato un grandissimo colpo, ma non dimentichiamoci che il nostro attacco è stato il migliore in Serie A. Lukaku ci porterà tantissimi gol e soluzioni, ma non dimentico ciò che hanno fatto gli altri attaccanti”), anche se forse sarà obbligato a rinunciare al già nominato Skriniar. L’allenatore nerazzurro si sente comunque “in una botte di ferro, perché sapete tutti che dirigenti abbiamo e ciò che sono riusciti a fare in questo anno e mezzo da quando sono qui. Skriniar è dell'Inter, è un giocatore che ha fatto un campionato straordinario l'anno sorso. Verrà in ritiro, poi non so cosa succederà”.
E resta da capire cosa succederà anche sul fronte Dybala, con Marotta che parlando della Joya ha evidenziato che “rappresentava e rappresenta un'opportunità ma noi siamo a posto in attacco e abbiamo giocatori di grande valore che il tecnico dovrà gestire nel migliore dei modi, anche se a Dybala mi lega grande affetto”. Lo scorso 30 maggio, parlando dell’argentino, ricordava in netto anticipo sulla tabella di marcia del mercato che “nello sport devono essere accettate quelle che definisco ‘bugie bianche’. È chiaro che la speranza è che possa giocare con noi”. Dalle parole di Marotta e Inzaghi è passato un concetto chiave: l’obiettivo dell’Inter è continuare vincere, senza nascondersi. Poi sarà il tempo a dire se anche quella di ieri su Dybala possa essere definita (o meno) una classica ‘bugia bianca’.
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