San Siro ieri ha avuto modo di vedere per la prima volta dal vivo Rafinha. L'ex Barcellona, arrivato all'Inter dopo molti mesi di assenza causa infortunio, ha dimostrato di essere ancora in ritardo di condizione ma al tempo stesso anche di avere qualità interessanti. Tenendo presente il momento di partita in cui è entrato, ovvero quando il Crotone aveva deciso di difendere nella propria metà campo il pareggio, la partita di ieri di Rafinha ci può dire comunque qualcosa su quello che può essere il suo apporto alla causa. 

Spalletti lo ha messo dentro al 64' del secondo tempo: inizialmente ha agito da trequartista in un 4-3-1-2 con Perisic ed Eder come attaccanti. Poi, con l'entrata di Karamoh, ha mantenuto la stessa posizione nel tradizionale 4-2-3-1. La sensazione è che Spalletti vorrà usarlo proprio in quella zona di campo: che parta in un 4-3-3 o nel 4-2-3-1, Rafinha è un giocatore che per qualità tecniche può diventare il nuovo centro del gioco nerazzurro. 
In circa mezz'ora di gioco ha toccato 38 palloni, gestendoli bene nel 93% dei casi. Rafinha ha subito palesato, con un controllo di suola dentro l'area e un tentativo di dribbling, di avere un mancino educato. Non è sicuramente un giocatore che finalizza, non è e difficilmente sarà un trequartista che spacca le partite con i suoi inserimenti; Rafinha è un regista offensivo, come dimostra la sua heatmap (fonte: Whoscored), che lo ha visto toccate tutte le zolle della metà campo del Crotone. 
Rafinha sa giocare semplice, a uno/due tocchi, caratteristica che spesso fa la differenza tra un giocatore mediocre e uno di livello superiore. Il primo impatto di Rafinha è quello di un Borja Valero dei tempi migliori di Firenze: la palla non scotta mai tra i piedi, grande lucidità e capacità di trovare scambi importanti negli spazi stretti. Insomma qualità sicuramente diverse da tutte quelle degli altri centrocampisti in rosa. Per ovvie ragioni tempistiche, Rafinha è apparso ancora scollegato con il resto della squadra, un amico molto forte che chiami a giocare a calcetto per la prima volta: si vede che ha qualità ma serve tempo perché conosca bene i compagni.

Il grosso punto di domanda resta attorno alla sua condizione fisica: tanta inattività rende il giocatore facilmente soggetto a ricadute e ad una continua necessità di riposo, ma non vi è dubbio alcuno su quello che può essere il suo apporto. L'Inter di oggi è in piena crisi tecnica, è una squadra che fa proprio fatica a giocare a pallone, inteso nella maniera più letterale possibile, ovvero colpire/calciare il pallone correttamente, Rafinha è un appiglio a cui l'Inter non può fare altro che aggrapparsi.

Sezione: Copertina / Data: Dom 04 febbraio 2018 alle 17:33
Autore: Matteo Serra / Twitter: @MattSerra5
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