Dario Marcolin è stato compagno di squadra nella Lazio di Eriksson sia di Inzaghi che di Conceiçao. Alla Gazzetta dello Sport, l'ex centrocampista racconta i due allenatori che oggi si affronteranno a San Siro per Inter-Porto. "Simone come il fratello Pippo, già quando giocavamo era un manuale del calcio - racconta -. Immagazzinava tutto, quindi da uno così puoi aspettarti che una volta finito di giocare possa avere il desiderio di allenare. Conceiçao, invece, non me lo aspettavo per il carattere: Sergio era uno molto istintivo, aveva alti e bassi caratteriali, era molto umorale. E si arrabbiava facilmente. Ecco, un allenatore lo immagino con più equilibrio".

E invece eccoli lì a giocarsi un pass per i quarti Champions. Vede dei punti in comune tra i due?
"Li vedo molto simili nell’attenzione alla fase difensiva".

Cosa la colpisce di più di Inzaghi?
"La sua idea di calcio mi piace molto. Il suo è un 3-5-2 molto offensivo, attacca in sei. Credo che in Italia soltanto il Napoli riesca a portare tanti uomini nell’area avversaria".

Invece qual è il punto di forza di Conceiçao?
"Sergio è un tipo molto pratico. Anche se non è troppo spettacolare, sa ragionare per obiettivi nell’arco di una stessa partita".

Che partita si aspetta?
"Non spettacolare. Sergio saprà motivare i suoi e concedere poco, Simone sa che la testa può fare la differenza".

Sezione: Rassegna / Data: Mer 22 febbraio 2023 alle 08:44 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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