"Se Infantino e Ceferin firmano assieme un documento contro la Superlega vuol dire che la questione è molto seria. Se i presidenti di Fifa e Uefa, di sicuro non due amiconi, si schierano contro un nemico comune (assieme ai capi delle altre confederazioni), significa che il rischio è concreto, imminente, temibile. E che i progetti di Superlega — agitati in realtà dal 1990, quando servirono per trasformare la Coppa Campioni in Champions — sono tornati di strettissima attualità". Lo scrive stamane la Gazzetta dello Sport, il giorno dopo la presa di posizione nettissima da parte di Uefa e Fifa sull'argomento.

La rosea chiarisce anche i contorni del progetto Superlega, essendo entrata in possesso di tutti i dettagli che porterebbe a un calcio d'elite per soli 20 club. Real Madrid e Barcellona sono i promotori di tutto, con Florentino Perez frontman assoluto. Assieme alle due big spagnole, anche Manchester United e Liverpool, mentre per l'Italia si parla delle solite tre, ma ci sarebbe soprattutto il Milan di Elliott coinvolto e interessato. "L’obiettivo è fa entrare tutti i top dei 5 grandi paesi: Spagna, Inghilterra, Italia, Germania e Francia. Anche se club come il Bayern sono pubblicamente contrari - assicura la Gazzetta -. Venti squadre parteciperebbero ogni anno al torneo: 15 iscritte di diritto (le fondatrici della società “SL Co.” che starebbe per nascere), altre 5 invitate a scelta ogni anno. Torneo in due fasi. 1) Una prima a gruppi: 2 gironi da 10 squadre, 18 partite di andata e ritorno, le prime 4 di ognuno qualificate alla fase successiva. 2) Eliminazione diretta: quarti, semifinali e finale. Si gioca sempre a metà settimana, finale il sabato. Minimo 18 partite, massimo 23. I campionati, o quel che ne resta, confermati la domenica. Champions, Europa e Conference League sarebbero in parallelo ma, senza le grandi, eccole improvvisamente derubricate a tornei minori".

Una valanga di soldi arriverebbe da un misterioso investitore (si parla di 3 miliardi e mezzo di euro quale 'premio d'entrata', una sorta di prestito anche per sanare le mancanze dovute alla pandemia). Ricavo previsto di circa 4 miliardi l'anno, dei quali 3,1 per i club (il resto sono le spese, il prestito e il resto). "Di questi 3 miliardi, solo il 20% è legato ai risultati - spiega la Gazzetta -. L’altro 80% è distribuito per “diritto divino” ai 15 fondatori (con percentuali minime ai 5 invitati). Tenendo conto dei valori dei mercati nazionali al momento della prima edizione che Florentino sogna nel 2022. Riassunto: a ogni club da un massimo di 250 milioni a un minimo di 55. All’anno". Previsto anche un tetto al monte ingaggi e alle commissioni per gli agenti, stipendi tassati e un organo di controllo. Insomma, una vera e propria struttura parallela alla Uefa.

Sezione: Rassegna / Data: Ven 22 gennaio 2021 alle 11:10 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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