"Se è tanta la mia soddisfazione per essere al Mondiale, è tantissimo il dolore di non vedere in America la mia Nazionale", ha detto Fabio Cannavaro, oggi commissario tecnico della nazionale uzbeka, intervistato da la Repubblica, dove il capitano dell'Italia campione del Mondo 2006, ha continuato con amarezza: "Ancora una volta siamo usciti contro avversari più deboli. Con tre ct diversi, segno che il problema non è quello. E non ci rendiamo conto dell'effetto devastante per le comunità italiane. In tanti in tutto il mondo aspettano quattro anni per sentirsi ancora più italiani. In Brasile ce ne sono 30 milioni, altri 120 sono in giro per il mondo. La Nazionale avrebbe giocato in Canada, dove c'è una comunità tra le più folte e appassionate".

Qual è stato l'errore stavolta?
"È evidente che non si sappia più difendere, se si prendono tutti quei gol da Israele o Norvegia. Ma mi ha colpito un'altra cosa: non si sa più soffrire, ci si scioglie come un gelato. Abbiamo perso la nostra caratteristica più identitaria, che mi è stata trasmessa fin da quando giocavo nell'Under: più la situazione era difficile più ci esaltavamo. E tutti volevano evitarci. Perso quello spirito, siamo stati eliminati da Svezia, Macedonia e Bosnia".

Sezione: Rassegna / Data: Sab 25 aprile 2026 alle 13:14
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi