Lo Zio Beppe Bergomi, intervistato da Gianluca Rossi per il suo canale Youtube, racconta le sue emozioni per il ventunesimo Scudetto dell'Inter, festeggiato a San Siro come quello del 1989 che lo vide protagonista: "Se ne ho uno preferito tra quelli dopo? Sicuramente quello del Triplete, che è fondamentale perché hai raggiunto un traguardo che nessuno ha centrato in Italia e questo è da sottolineare. Poi gli ultimi due: in un mondo dove le critiche, la tossicità, rendono tutto il sistema molto velenoso, vincere quei due Scudetti è stato molto importante. Nel calcio io penso che se uno arriva secondo in campionato e in Champions fa una grande stagione, invece qui è un fallimento. Questi ragazzi sono stati bravi a ripartire e a tirar fuori tutto quello che hanno dentro, rivincendo un altro campionato. Il che non era scontato".

Di chi è questo Scudetto?
"Del ragazzo con il caschetto... Se uno pensa a Chivu, ricorda che ha vinto tutto con l'Inter con quel caschetto in testa, dando tanto per questa maglia. Quando l'hanno preso, Roberto Samaden (ex responsabile del vivaio dell'Inter, ndr) mi ha detto: 'Hai visto Cristian?', raccontandomi tutta la sua avventura nelle giovanili nerazzurre. Io gli ho chiesto dove fosse bravo, e lui mi rispose: "Ti entra nel cuore". Questi ragazzi dovevano essere toccati nelle corde giuste per rimettersi in gioco e questa è stata la vera mossa di Cristian. L'Inter quest'anno quando perdeva è sempre ripartita. Negli scontri diretti, includendo quelli fino alla settima in classifica, ha anche fatto 20 punti. E con quelle dietro l'Inter non ha mai sbagliata. La sua bravura è stata questa".

Qual è la vera forza dell'Inter?
"Ad oggi ha fatto 82 punti segnando 82 gol in un campionato dove si segna poco, questo dimostra il valore della squadra. Poi quando dico che sono stati bravi penso anche alla società per le scelte fatte, all'allenatore, ai ragazzi; quando l'Inter perde il derby, Milan e Napoli hanno dichiarato di voler guardare avanti. La partita contro la Roma arriva dopo la sosta, quando i giocatori dell'Inter subirono le maggiori critiche per l'eliminazione del Mondiale. Il momento clou è il gol di Hakan Calhanoglu alla fine del primo tempo; da lì hai fatto il terzo, il quarto e il quinto. Da lì in poi, le altre hanno detto: 'Non ce la facciamo più'. L'aspetto psicologico è importante. Poi gli infortuni sono stati tanti anche per l'Inter, che quando non ha in campo giocatori decisivi ha avuto difficoltà. La cosa bella è stata aver trovato protagonisti diversi, come Piotr Zielinski. Poi c'è l'MVP della stagione, Federico Dimarco. Che 16 o 18 assist conta poco, è un record. Questi numeri portano una squadra in alto, è stato veramente eccezionale". 

Sezione: News / Data: Mar 05 maggio 2026 alle 18:37
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.