All'indomani della qualificazione alla semifinale di Champions League conquistata dell'Inter, il presidente nerazzurro Beppe Marotta parla ai microfoni di Sky Sport per commentare il momento del club e i temi caldi, come il rinnovo di Simone Inzaghi. La lunga intervista non può che partire dalla grande serata di ieri a San Siro.
Che motivo d'orgoglio è raggiungere la semifinale della Champions League per la seconda volta in tre anni?
"È motivo di grandissimo orgoglio per i club, per i nostri tifosi, per la nostra proprietà ma soprattutto per il nostro allenatore - che ha grandissimi meriti in questo risultato - e per la squadra. Quindi è un momento particolarmente felice ma non è la fine di un percorso che ci vede ancora protagonisti in tre competizioni".
Come può essere giudicata questa stagione? E a livello di programmazione, si terrà conto dei risultati fino ad oggi o si attende la fine di tutte le competizioni?
"Indipendentemente da quello che sarà il risultato finale, penso sia da annoverare come una stagione sicuramente molto positiva che è la continuità di un percorso iniziato qualche anno fa, quindi di un ciclo. Ma soprattutto il ciclo coincide con l'arrivo di Inzaghi, che ci vede appunto protagonisti in Europa come mai siamo stati e quindi questo ci lusinga molto. Siamo protagonisti anche in Italia e di conseguenza credo che questa stagione sia assolutamente da annoverare positivamente".
Quest'anno era possibile scegliere tra un obiettivo e l'altro oppure è giusto il percorso che è stato intrapreso e quindi provare magari a vincere tutto o rischiare di non vincere nulla?
"Noi siamo l'Inter: abbiamo una storia alle spalle e un palmares ricco di successi in tutte le competizioni in cui oggi siamo protagonisti. Quindi è obbligatorio dire partecipiamo a questa competizione per cercare di vincere. E ancora adesso siamo in un punto interlocutorio. Domenica, passando da una competizione all'altra, abbiamo un appuntamento importante in quel di Bologna. Secondo me è la partita più importante dell'anno contro una squadra che a sua volta considererà altrettanto importante per loro questa gara. Ci giochiamo una fetta del campionato, ma l’Inter è abituata, deve abituarsi ancora di più a giocare ogni tre giorni in competizioni di questo livello".
A proposito di Bologna, avete la percezione che sia una tappa importante in campionato?
"Sicuramente è ancora in una fase interlocutoria, i punti a disposizione sono ancora tanti e quindi può capitare di tutto. Però sicuramente è un test fondamentale per noi, perché giochiamo contro una squadra che forse è la squadra più in forma del momento. Noi siamo reduci da questo stress psicofisico, perché la qualificazione col Bayern è frutto di un grandissimo sacrificio e di una grandissima abnegazione di tutta la squadra e dello staff. Ma noi dobbiamo essere campioni fino in fondo e sapere che il nostro ruolo impone di doversi superare affrontando squadre di valore in competizioni diverse da un giorno all'altro. Il Bologna è sicuramente una di queste e quindi noi dobbiamo partire da questo concetto".
Quali sono i grandi meriti di Inzaghi, un allenatore che è venuto all'Inter e ha avviato un ciclo portando trofei?
"Considero Inzaghi un allenatore giovane, che però ha accumulato in sé tantissimi valori, tantissime qualità. Quella di essere un vincente o quantomeno cercare sempre la vittoria. E questo lo pone sicuramente in un ruolo importante: quello di essere un buon allenatore dal punto di vista tattico, dal punto di vista della preparazione ed è altrettanto bravo nel gestire un gruppo che è con lui ormai da qualche anno e che a sua volta è cresciuto in questi anni acquisendo una mentalità diversa rispetto all'inizio, frutto dell'esperienza vissuta anche attraverso le sconfitte. Ma credo che questo gruppo abbia potuto cogliere dalle sconfitte delle opportunità di crescita".
Il rinnovo di Inzaghi sarà una formalità?
"Sì, lui ha contratto di un anno ancora, ma questo chiaramente porta al fatto che è giusto che un allenatore non vada a scadenza secondo la mia mentalità. E quindi con lui sicuramente ci siederemo a bocce ferme per prolungare il contratto, ma sarà come in passato un incontro piacevole e veloce. Troveremo un accordo assolutamente tranquillo".
Ritenete che il rinnovo di Lautaro sia stato ancora più importante adesso alla luce della crescita del giocatore?
"Sì, perché il contratto ha soprattutto siglato quello che è un rapporto di grandissimo senso di appartenenza tra calciatore e club, suggellato dal fatto che lui è il nostro capitano e quindi il capitano deve avere delle qualità ancora maggiori rispetto ai compagni. Credo sia cresciuto non solo calcisticamente. Io che ho la possibilità di vederlo tutti i giorni, posso dire che è cresciuto come uomo e oggi è veramente il nostro leader. Senza dimenticare anche gli altri, lui è un giocatore che ha avuto una crescita esponenziale".
Cosa rappresenta la Champions League per Marotta presidente?
"È chiaro che vincere una Champions è forse l'unica cosa che mi manca e quindi sarebbe un motivo di grande soddisfazione. Io lo considero un sogno, ma siccome i sogni spesso si avverano dobbiamo crederci. Sono comunque certo che questa sia una squadra che ci può togliere tante soddisfazioni e sicuramente non partiamo sfavoriti rispetto al Barcellona. Abbiamo l'obbligo di credere, credere in noi stessi e nelle nostre capacità".
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