Lo scorso anno, Lautaro Martinez era considerato inizialmente un potenziale buon sostituto del connazionale, all’epoca padrone dell’attacco nerazzurro, Mauro Icardi. Con le vicissitudini concretizzatesi durante a metà stagione, nella fattispecie la prolungata assenza di Icardi, l’ex allenatore interista Luciano Spalletti si è visto in qualche modo costretto a puntare più di quanto fatto precedentemente sul classe ’97 prelevato dal Racing. Il dieci nerazzurro, già con Icardi aveva comunque dato modo di far apprezzare le sue qualità, spesso risultate determinanti: entrato a partita in corso contro il Napoli al Meazza e contro il Parma al Tardini, l’argentino era riuscito a sbloccare entrambe le partite, cruciali per motivi diversi e che fino al suo ingresso in campo erano bloccate sullo 0-0. L’assenza di Icardi aveva accelerato l’ascesa del Toro che col passare del tempo è diventato sempre più decisivo grazie ad una maturità che ha pagato dividendi grazie al suo impiego sempre più crescente.
Con il mercato estivo, l’arrivo di Romelu Lukaku e successivamente quello di Alexis Sanchez hanno in qualche modo seminato qualche interrogativo sugli spazi che sarebbero stati riservati all’argentino. Il ritorno in nerazzurro tardivo rispetto ai compagni, a causa della Coppa America alimentava i dubbi che però Antonio Conte non ha mai nutrito. Proprio in Copa America Lautaro ha convinto. Due reti in quattro partite, contro Qatar e Venezuela, entrambe decisive a sbloccare un risultato rivelatosi vincente. Il ritorno con la maglia nerazzurra, però, sembrava essere un ritorno a rilento nonostante la rete del vantaggio messa a segno a Cagliari. Nelle partite successive non aveva convinto particolarmente, lasciando presagire un incastro difficile da trovare con il compagno di reparto Romelu Lukaku. Con lo Slavia in Champions non ha brillato, idem contro Milan e Lazio, e il timore emerso è che la troppa foga, sua caratteristica principale, potesse in qualche modo obnubilare quella lucidità talvolta necessaria a finalizzare l’azione nel migliore dei modi. Troppe occasioni sprecate e gol mangiati, fretta di tirare e qualche volta qualche egoismo di troppo avevano macchiato delle prestazioni che nel complesso si rivelavano poi insufficienti al suo ruolo.
A scacciare ogni interrogativo e ogni congettura ci ha pensato quel Camp Nou temuto dai più. A Barcellona, Martinez ha acceso la miccia realizzando la miglior partita stagionale che sarebbe stata idilliaca se solo ter Stegen fosse stato meno eroico sulla schiacciata di testa che al 37esimo per poco non valeva il doppio vantaggio dei nerazzurri. Una partita finita poi con la sconfitta che ha in qualche modo esclissato i meriti di un duo sudamericano risultato più efficace di quanto si potesse prospettare. L’accoppiata con Sanchez, che già a Genova aveva entusiasmato, si è rivelata particolarmente accattivante rendendo l’attesa del ritorno dalla squalifica del Niño Maravilla ancora più appetibile. La freddezza mostrata nel penalty segnato alla Juventus, l’aggressività, i movimenti, l’attenzione che ne hanno determinato tutta la prestazione hanno fatto sì che spiccasse in maniera assoluta nella coppia d’attacco di Conte, rallentato da un poco splendido Romelu Lukaku.
Proprio contro la Juventus il Toro si è perfettamente inserito in quella che può essere definita la noche argentina, dove a mettersi in vetrina sono stati proprio i tre Albicelestes più quotati. Se dei tre Higuain fa ormai parte della vecchia guardia, al contrario, Lautaro e Dybala rappresentano il futuro della Seleccion che verrà, così come affermato ieri dal tecnico albiceleste Lionel Scaloni che ha affidato alla coppia Martinez-Dybala l’attacco argentino in vista di stasera contro la Germania. A convincere Scaloni non sarà certo stata Inter-Juventus, tantomeno la prova di Barcellona. L’ultima apparizione di Lautaro con la casacca della Nazionale infatti è stata a dir poco impeccabile. Nella scorsa amichevole giocata contro il Messico andò a segno per ben tre volte in ventidue minuti, un biglietto da visita che non può essere ignorato e che ha trovato ulteriori conferme con le prestazioni con la maglia dell’Inter. In quell’occasione, al suo posto entrò Paulo Dybala che questa sera però è pronto a partire dall’inizio in coppia proprio con Lautaro con il quale, come hanno mostrato le immagini prima del fischio d’inizio del derby d’Italia, c’è ottimo feeling, quantomeno fuori dal campo.
Scaloni ha confermato la formazione data in anteprima in conferenza stampa, approfittando dell’assenza forzata di Leo Messi squalificato, ed è stata una prova del nove, o meglio, la prova dei dieci che potrebbe dare una risposta alla Nazionale argentina e perché no al calcio italiano, Inter nella fattispecie. D’altronde si sa, il calciomercato non dorme mai e l’interesse di Marotta per il dieci bianconero, non è mai domo e chissà che quei due diez un giorno non facciano coppia insieme non solo in Argentina.
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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