"Un onore arrivare all'Inter e adesso voglio tornare ai miei livelli con questa maglia. Nessuno ha dubbi quando chiama una squadra del genere". Le prime ore a Milano di Pablo Daniel Osvaldo raccontano di un giocatore voglioso, che oggi sembra un lontano parente del bad boy che la storia, giusta o sbagliata che sia, ha raccontato. Quasi intimidito di fronte al bagno di folla che lo ha accolto all'arrivo a Malpensa, la rockstar di Buenos Aires non poteva iniziare l'avventura in nerazzurro in modo migliore, almeno come approccio e parole, in attesa dell'arbitro più importante: il campo.
Welcome Pablo Daniel, insomma. Con modi garbati e pacati, un sorriso che non manca mai e fame, voglia e anche necessità di far bene con l'Inter. Per un'occasione che a 28 anni si presenta come, probabilmente, l'ultima e importante in carriera. Personaggio, indubbiamente. Ama il rock e la vita da vivere forse in modo un po' spericolato, tra qualche cazzotto del passato e compagni messi al tappeto. Ma lui è così. Prendere o lasciare. Mazzarri ha optato per la prima e c'è da scommettere che questa diventerà una coppia esplosiva. Due sanguigni che si capiscono e che ora si trovano, finalmente, dopo il mancato abbraccio ai tempi di Napoli.
Bad boy, pirata cattivo? Macché. La conferenza stampa di oggi al 'Moratti' ha detto altro, l'opposto. Ha mostrato un gentiluomo orginale, atipico, una rockstar che forse non è più il cattivo ragazzo di una volta. Azzardiamola, quindi. Benvenuto Pablo, il gentiluomo rockettaro. Ma anche fiero e controcorrente. Senza nessuna paura di mostrarsi.
Sì, mostrare la fierezza di un passato che non solo non rinnega, ma che sottolinea a più riprese. Attaccamento a un'esperienza chiamata Juventus e uno scudetto definito 'speciale': "Quali squadre mi hanno dato di più? La Juventus perché lì ho vinto lo scudetto, un qualcosa di speciale. E' stata una bellissima esperienza e sono stato benissimo. Poi l'Espanyol". Strane e sorprendenti, parole di fuoco pronunciate in una piazza in cui certi colori non sono molto ben visti. Strano, si ribadisce, constatare un tale attaccamento a quattro mesi poco felici, con Llorente e Tevez davanti e un Mondiale visto andar via praticamente sotto al naso. Proprio sotto al suo che con una maglia da titolare il pass brasiliano non se lo sarebbe di certo lasciato scappare. Lui intanto non solo ricorda, ma raddoppia con una doppia bordata che nel giorno della presentazione suona un po' come una bomba tra le mani. Ma lui è vero e genuino. Oppure semplicemente sincero. Merce rara in un mondo di frasi fatte. Quindi giusto cogliere il lato positivo della cosa: il coraggio di non 'apparire', ma 'essere'. E quindi w la sincerità e ora sguardo al futuro.
Per un pirata che di avventure se ne intende, la prossima sarà quella di fare il giro di Italia ed Europa salendo sulla nave, quella comunque più importante. Quella nerazzurra. Mazzarri ha il suo nuovo pirata, un Jack Sparrow che dopo anni non è più un bad boy. Ma semplicemente un rockettaro gentiluomo.
Autore: Francesco Fontana / Twitter: @fontafrancesco1
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