"Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Posso dire che siamo forti della nostra correttezza, non aggiungo altro". La posizione ufficiale dell'Inter, spiegata dal presidente Beppe Marotta, sul terremoto che ha scosso i vertici arbitrali del calcio italiano è arrivata a poco più di 24 ore dalla notizia dell'avviso di garanzia della Procura di Milano ricevuto da Gianluca Rocchi, accusato di concorso in frode sportiva per tre capi d'imputazione, in due nei quali viene citato proprio il club nerazzurro. Parole attese da parte dei tifosi della Beneamata più della gara contro il Torino, passata in secondo piano dietro a qualcosa di apparentemente più grande. Che ci sarà tempo e modo di approfondire rispetto a uno scudetto scontato, che da due settimane è diventato una pura questione aritmetica, con la squadra di Cristian Chivu che ormai ha come obiettivo quello di far coincidere la festa tricolore con la gara di San Siro contro il Parma di domenica prossima. 

Prima, però, l'attualità: il Toro parte forte, aggredendo l'avversario fino a portare al tiro due giocatori: il Cholito Simeone mastica il pallone dopo pochi secondi, Saul Coco spara alto una specie di rigore in movimento al 7'. In mezzo, gli ospiti avevano messo i brividi a Alberto Paleari con il colpo di testa di Manuel Akanji, uscito a lato di poco, sugli sviluppi di un corner ben architettato da Federico Dimarco e Petar Sucic, in campo al posto di Hakan Calhanoglu, mattatore della folle rimonta col Como nella semifinale di Coppa Italia di martedì scorso. Una delle mosse a sorpresa di Chivu, che decide di mandare in campo l'ex Matteo Darmian per Denzel Dumfries e di dare fiducia a Ange-Yoan Bonny al fianco di Marcus Thuram. Al netto di alcuni interpreti inaspettati in campo, l'Inter rimane sempre identica a se stessa, soprattutto quando decide di attaccare per vie aeree: dopo la testata sopracitata di Akanji, ci prova allo stesso modo Yann Bisseck, un'occasione prima della quale alcuni giocatori nerazzurri avevano chiesto un rigore per un tocco di braccio in area di Coco. Maurizio Mariani, con visibilità perfetta, ha giudicato come un'auto-giocata l'intervento dello spagnolo. Si procede sul filo dell’equilibrio fino al 23', quando Akanji decide di condurre palla fino alla trequarti e di imbucare tra le linee per Sucic; l'azione sgorga a sinistra per Dimarco, dopo il tocco di Bonny, e viene tramutata in gol da Marcus Thuram, rapace ad attaccare il secondo palo prima di infilzare Paleari di testa. L'1-0 è anche simbolico a livello statistico: 50esimo gol di Tikus in nerazzurro sul 17esimo assist in questo campionato di Dimash. Una volta sbloccato il risultato, l'Inter diventa padrona del campo continuando a riempire di cross l'area granata: su uno di questi, Bonny manda alto di testa non riuscendo ad emulare, più o meno dalla stessa posizione, il compagno di reparto. Attorno al 40', per una volta, l'Inter attacca la squadra di Roberto D'Aversa per via terra con Piotr Zielinski che si insinua in area non riuscendo però a calciare per l'intervento in scivolata di Ardian Ismajli. E' l'ultima situazione degna di nota da segnalare di un primo tempo che l'Inter chiude meritatamente avanti. 

SECONDO TEMPO - 
La ripresa, che comincia con gli stessi 22 della prima frazione, si accende subito sulla doppia chance confezionata dall'Inter: Dimarco sveste i panni di assistman per mettersi in proprio e segnare il 2-0. Paleari non è d'accordo, Enzo Ebosse nemmeno perché cancella il tap-in facile, facile di Darmian, che si era avventato sulla respinta del portiere. Vedendo una squadra con poca energia, D'Aversa decide di attingere dalla panchina per mandare in campo Alieu Njie e Luca Marianucci al posto di Valentino Lazaro e Coco. L'effetto è una calcio di punizione conquistato e calciato contro la barriera da Gvidas Gineitis, ma anche due contropiede di fila dell'Inter che non arriva al traguardo né con Thuram né con Bonny, quest'ultimo sostituito all'ora di gioco da Francesco Pio Esposito. Concretizzato il cambio, in pochi secondi arriva il 2-0: Dimarco disegna dalla bandierina un arcobaleno che Yann Bisseck scaraventa in porta con una bella incornata. Il tris non viene da sé perché Ismajili fa un'altra chiusura disperata in tackle, questa volta su Pio Esposito. Arriva, invece, il 2-1 con cui i padroni di accorciano le distanze al 70': Simeone inizia l'azione con un bel velo e poi la conclude con uno scavetto che beffa Yann Sommer in uscita bassa. Poco più in là, Simeone quasi trova la doppietta personale provando a correggere in acrobazia il cross di Marianucci. E' il momento migliore del Torino che fa sudare l'Inter sul sinistro di Njie, troppo centrale per poter creare problemi a Sommer. I problemi arrivano da Lissone per l'Inter: il VAR Mazzoleni richiama Mariani al monitor per valutare un tocco di braccio di Carlos Augusto sul colpo di testa di Zapata. 'Fuori figura' per l'arbitro centrale, dopo on field review. Dal dischetto, Nikola Vlasic la mette sotto l'incrocio e fa 2-2. Impensabile solo dieci minuti fa. Chivu, con colpevole ritardo, opera tre cambi: dentro Mkhitaryan, Dumfries e Diouf al posto di Sucic, Darmian e Dimarco. Con la nuova parità, la partita diventa ancor più imprevedibile. All'83' non vale il gol di Mkhitaryan, netto l'offside segnalato da Bindoni. Sul ribaltamento di fronte, Njie svernicia a Diouf e lo appesantisce con un cartellino giallo. Pari punizione per Ebosse, autore di un fallo tattico ai danni di Mkhitaryan. 'Saltano le marcature', come si diceva una volta, e fioccano le ammonizioni: finisce nell'elenco dei cattivi anche Nicolò Barella. Chivu completa la cinquina di cambi con Frattesi che prende il posto di Bisseck per formare un 4-4-2 in risposta al nuovo Toro disegnato da D'Aversa. Esce Simeone per Tameze e l'Inter ha l'occasione per il 3-2, un quasi deja-vu con Zielinski che per poco non replica il gol segnato nel derby d'Italia. Finisce 2-2: Thuram-Bisseck a segno per l'Inter, due gol di testa che avvicinano la festa scudetto. Ai granata un pareggio prestigioso. 

Sezione: Focus / Data: Dom 26 aprile 2026 alle 19:55
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Mattia Zangari
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.