Il rigore non dato all'Udinese nella sfida contro il Milan per il fallo di Pavlovic. La gomitata a palla lontana, e sulla schiena di un avversario, non vista da parte di Douglas Luiz poco prima del gol vittoria della Juve contro la Lazio. Il rigorino concesso al Napoli che decide la sfida contro l'Empoli. Regolamenti che cambiano di partita in partita, protocolli applicati su un campo e dimenticati in altri. Tutto faceva pensare al peggio in vista della sfida di Roma-Inter e Massa ci ha messo del suo per renderci ancora più complicato il weekend.
Non amo parlare di arbitraggio e di scelte arbitrali, quello lo lascio fare agli "esperti" che in televisione non riescono a prendere posiziona netta e a screditare ex colleghi davanti ad immagini chiare e nitide. A questo giro però è impossibile chiudere un occhio e fare finta di niente. Perché non c'è una spiegazione al non rosso dato a Cristante nel primo tempo, per chiaro ed evidente fallo su Thuram al limite dell'area di rigore. Il Var, guidato da Di Bello, non richiama Massa al monitor. Eppure 24 ore prima Sacchi viene sollecitato dal Var a sventolare il cartellino rosso in faccia a Romagnoli per un'azione simile a quella di Cristante e Thuram. Eppure Chiffi, 26 ore prima, viene richiamato al Var al minuto 95' di Milan-Udinese per giudicare un fuorigioco attivo o passivo di un giocatore dell'Udinese per poi poi annullare la rete del pareggio dei friuliani sul gong delle partite. Le scelte in entrambi i casi sono giuste, ma all'Olimpico cosa diamine è successo? Se Massa non vede, perché il Var non lo richiama al monitor? E quando il Var non può farci nulla, ecco la magia di Massa e la sua interruzione no sense, dopo aver scodellato un pallone in seguito ad una sua deviazione, con Frattesi lanciato tutto solo verso la porta di Svillar. Cristante sbaglia il passaggio, Frattesi intercetta e si lancia verso l'area giallorossa. Massa, non si sa per quale motivo, ferma tutto. Questo forse è un errore ancora più grave del precedente. Nel mezzo tanti falli fischiati e cartellini gialli usciti più per compensazione che per altro.
Ma l'Inter è più forte di tutto questo. E' più forte anche degli infortuni accusati nei primi 20 minuti da Calhanoglu e Acerbi. E' più forte anche di una sosta nazionali che logora ancora di più i calciatori nerazzurri. Ma oggi l'Inter si è riscoperta una grande squadra. Una vittoria che non vale 3 punti, questa è una vittoria che ne vale 30. E il messaggio mandato alle altre, tra regolamenti su misura e monitor accesi o spenti in base all'occasione, è uno solo: siamo ancora noi la squadra da battere. Sarebbe però davvero fantastico trovare in giro, dopo tutto quello che è successo in questo weekend, un tifoso avversario che abbia ancora il coraggio di proferire due semplici parole. Marotta League. Davvero bella questa Marotta League eh?
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