Primo giorno di scuola ieri per quasi tutti i giocatori dell'Inter. Alcuni avevano respirato l'aria di Appiano Gentile qualche giorno prima, chi reduce da infortuni e chi voglioso di iniziare prima possibile ('mister smile' Bonny). Altri lo faranno nei prossimi giorni (Frattesi e Taremi, salvo notizie di mercato per l'iraniano). In parole povere, in attesa della conferenza ufficiale del taglio del nastro, prevista domani pomeriggio, i grandi lavori sul campo sono ufficialmente iniziati.
Senza fingere che non sia così, è ovvio che alcuni dei convocati dovranno liberare il loro armadietto prima del kick-off del 25 agosto a San Siro contro il Torino. Almeno quattro attuali nerazzurri infatti hanno già un biglietto di sola andata per altrove, bisogna solo compilare lo spazio con la destinazione. Taremi, esentato dalla prima fase di preparazione per ripagarlo dello stress emotivo patito in Iran, Asllani, Palacios e Seba Esposito sanno già di non dover disfare troppo il loro borsone perché non rientrano più nel progetto. La curiosità si focalizza piuttosto sulle modalità in cui saluteranno, perché la dirigenza conta di incassare un gruzzolo significativo dalle loro cessioni, un'arte non proprio conosciuta dalle parti di Viale della Liberazione soprattutto per uscite 'minori'. Intanto, i circa 25 milioni raccolti dagli addii di Satriano, Buchanan e i fratelli Stankovic sono un buonissimo punto di partenza, soprattutto perché nessuno di loro era in rosa al termine della scorsa stagione.
Se i sopra citati sono consapevoli del loro destino, la mannaia dei tagli al personale potrebbe riguardare in corso d'opera anche altri giocatori. Non per necessità, ma per opportunità. Nessuno è sul mercato, molti però potrebbero entrarci in caso di altrui interesse, purché sia concreto. Il 'rischio' principale riguarda Dumfries, che ha sempre la spada di Damocle della clausola rescissoria da 25 milioni per altri 5 giorni. Tempistiche e aria che tira però invitano a essere ottimisti. Per altri nerazzurri, sarà il mercato a emettere verdetti. Arriva l'offertona per X? A meno che non sia uno degli intoccabili (fate voi i vostri nomi), si valuta serenamente. E ci si copre le spalle con trattative preventive. Si pensi a Yann Bisseck, uno che sicuramente fa gola all'estero. Una PEC con su scritto 40 milioni potrebbe arrivare in qualsiasi momento. E se accadesse, Ausilio ha già 'prenotato' De Winter che, per caratteristiche, sarebbe il sostituto naturale del tedesco. L'esperienza insegna, farsi sorprendere non è mai cosa buona.
Sempre rimanendo nel reparto arretrato, solleva più di un interrogativo la posizione di Acerbi. Che alla veneranda età di 37 anni è reduce dall'ennesima stagione di alto livello della sua recente carriera. Perché il mestiere lo si può insegnare, ma non tutti sono in grado di apprenderlo. Uno con la sua esperienza dentro e fuori dal campo fa sempre comodo a ogni allenatore, figuriamoci a un Chivu che arriva all'Inter con appena 13 panchine a Parma e 4 al Mondiale per Club in nerazzurro. Però se il piano di svecchiamento della rosa proseguisse, è naturale pensare all'addio del più 'anziano', in particolare se la dirigenza da tempo vuole regalarsi un nuovo pari ruolo. Se il gruzzolo raccolto dalle sopra citate cessioni lo permettesse, il management punterebbe dritto su Leoni, che ha le stimmate del predestinato ad appena 18 anni (e no, non è una pista abbandonata). Inesperto e ancora da far crescere? Un rischio d'impresa che solo le big possono permettersi a certe cifre.
La domanda sorge spontanea: se l'Inter riuscisse a mettere le mani sul gioiello del Parma, avrebbe senso trattenere colui che dovrebbe cedergli il posto? E lui resterebbe sapendo di dover fare da chioccia e guardare spesso dalla panchina chi ha la metà dei suoi anni e potrebbe paradossalmente anche essere suo figlio? Adesso la priorità dell'Inter è strappare Lookman all'Atalanta (ci siamo, keep calm), poi tutte le risorse verranno destinate a Leoni, prima scelta assoluta per la difesa (De Winter solo in caso di addio di Bisseck, con conseguente 'cresta' utile al tesoretto). E in quel momento bisognerà prendere delle decisioni, anche perché le liste UEFA sono limitate e il costo della squadra a bilancio è il principale paletto da rispettare, più del budget garantito sul mercato dalla proprietà. Nulla va escluso, persino che in difesa si rimanga così, in caso di mancanza di risorse finanziarie per rimediare all'errore di un anno fa quando si preferì Palacios a Leoni per esigenze tattiche. L'importante è che a prescindere dalla scelta finale nessuno dimentichi quello che Acerbi è stato ed è tutt'ora per l'Inter.
Prima Lookman, poi Leoni. E allora ci si potrà porre tutte le domande del caso.
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