"Il lavoro di Mazzarri all’Inter non procede con i ritmi confortanti di Napoli e questo è un suo cruccio. C’è un ritardo nell’assimilazione dei suoi codici, la squadra esprime un brutto calcio laddove il suo Napoli sapeva essere spumeggiante: perché?". Se lo domanda la Gazzetta dello Sport. Ed ecco la risposta che arriva. "Prima risposta: per sviluppare al meglio il suo concetto di calcio, Mazzarri deve avere giocatori forti sulle fasce. Maggio con lui è arrivato in nazionale, Zuniga è cresciuto parecchio: entrambi riuscivano a fare la fase difensiva e quella offensiva in modo egregio. Qui né Jonathan Nagatomo hanno eguagliato il loro rendimento.

Si tratta di pedine che in una rosa ci possono stare, ma come alternative a un Maicon e a un Brehme, non da titolari. Seconda risposta: manca un Cavani, cioè un attaccante capace di tornare e partire da centrocampo sì da sfruttare gli spazi che il Napoli si ricavava arretrando; e manca un Lavezzi, cioè la punta veloce e abile in dribbling; e, infine, manca Hamsik, che cambiava il 3-5-2 di base in un più ficcante 3-4-3. Qui all’Inter c’è un centravanti classico, Icardi, e un attaccante in difficoltà atletica, Palacio. Quello che più si avvicina a Cavani, cioè Osvaldo, non è di proprietà del club e non sta giocando con continuità. A centrocampo gli elementi bravi nel palleggio, cioè Hernanes, Kovacic e Guarin, non riescono a fare reparto, nel senso che insieme non possono giocare con le due punte per problemi di equilibrio. Insomma, Mazzarri sta allenando una squadra che lui non avrebbe allestito. Lo fa con professionalità e impegno, anche per onorare un ricco contratto biennale. Ma questa spending review di Thohir di certo non lo aiuta". 

Sezione: Rassegna / Data: Gio 06 novembre 2014 alle 10:53 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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