"La squadra così com’è, al momento, ha un difetto d’origine, che non sarà facile cancellare nella stagione. Se Mazzarri schiera due mediani, cioè M’Vila e Medel, l’Inter rischia di non fare nemmeno un tiro in porta, anche per le caratteristiche degli attaccanti che, Palacio a parte, non riescono a tenere su la squadra. Se il tecnico sceglie un centrocampo creativo, l’Inter rischia sempre di perdere. Contro il Cagliari, era stata scelta una formazione iper-offensiva: due attaccanti (Palacio e Osvaldo); due centrocampisti con forte vocazione offensiva (Kovacic, che predilige il gioco verticale e Hernanes) più Dodò che è quasi un’ala, vista la poca propensione alla fase difensiva e lo stesso Nagatomo, più portato ad attaccare che a fare il terzino, al di là degli erroracci commessi". Questo quanto oggi sottolinea il Corriere della Sera. Un allarmismo diffuso, che ha preso corpo soprattutto dopo l'1-4 incassato domenica scorsa. "Quello che manca all’Inter, nel reparto che più di tutti fa la differenza, è un giocatore come Marchisio o Pogba, campioni che riassumono le due fasi, interpretandole al meglio, perché sanno colpire (e segnare), ma sono capaci anche di difendere.

Mazzarri, nella speranza di fare gol e in una fase della stagione, con una partita ogni tre giorni, è portato a sbilanciare la squadra in proiezione offensiva, come si era visto anche nel finale di Palermo, nel quale aveva rischiato di perdere e di vincere, anche perché aveva deciso di giocare con Guarin, Hernanes, Palacio, Icardi e Osvaldo. Questo è il problema principale. Al quale se ne aggiunge un altro: gli uomini di grande esperienza, invece di trascinare l’Inter, in questo momento, la frenano. Vidic deve ancora capire bene il calcio italiano; Hernanes, voluto fortemente da Mazzarri a gennaio, fa buone cose (la punizione di mercoledì con l’Atalanta), ma non ha quella continuità che servirebbe e che mai si è vista a Milano. Discorso che vale anche per Guarin, che nella ripresa con il Cagliari ha messo in vetrina i vecchi difetti. Palacio è giocatore di alto (e di altro) livello, ma non si può pretendere che risolva sempre tutto lui; Kovacic e Icardi hanno grandi qualità, ma sono giovani (20 e 21 anni). Si faranno; il tempo fugge e domani si rigioca, contro gli azeri del Qarabag". 

Sezione: Rassegna / Data: Mer 01 ottobre 2014 alle 11:44 / Fonte: Corriere della Sera
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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