"Io e la proprietà del club eravamo d'accordo sul fatto che fosse il momento giusto e il club è stato chiaro con me: se fosse arrivata un'offerta equa, mi avrebbe permesso di trasferirmi. Nonostante ora abbia ricevuto un'offerta in linea con quanto credo fosse stato discusso, purtroppo il club sta bloccando l'opportunità per ragioni che non comprendo". Di tutto il post squassante pubblicato poche ore fa da Ademola Lookman, attraverso cui il nigeriano conferma la richiesta ufficiale di cessione all'Atalanta e spiega le sue ragioni, questo forse è il passaggio più interessante. Perché evidenzia e certifica quello che finora era filtrato solo a mezzo stampa, senza dichiarazioni ufficiali.
Tra l'entourage dell'anglo-nigeriano e la proprietà del club bergamasco c'era un accordo in vista di una cessione in caso di offerta congrua. E Lookman stesso, riferendosi a quella recapitata dall'Inter (42+3), sostiene che è in linea con la valutazione condivisa con la sua società. Per questa ragione il diretto interessato ammette di non capire come mai, con i tasselli del puzzle ormai al loro posto, l'Atalanta non abbia aggiunto quello che ha in mano per completarlo e lo abbia 'costretto' a esporsi pubblicamente. Dunque, al di là di una certa narrativa mediatica, stando a quanto reso noto dal giocatore c'era davvero un accordo tra le parti per una cessione e a non rispettarlo finora è stata la Dea, che non ritiene sufficiente l'offerta da parte dell'Inter. A dispetto di quanto concordato con gli agenti, convinti che già 40 milioni di euro fossero sufficienti.
Chiaro che la cessione record di Mateo Retegui per 68 milioni abbia cambiato le carte in tavola per la famiglia Percassi, poco convinta di perdere anche Lookman in questa sessione di mercato. Dal punto di vista sportivo è un timore più che legittimo, così come da quello aziendale non c'è necessità di incassare altri soldi per questo bilancio. Ma per l'attaccante classe '97 questi sono discorsi che lasciano il tempo che trovano, lui aveva in mano una promessa e pretende che venga mantenuta anche a costo, come fatto, di rompere pubblicamente con l'Atalanta e di attirare le ire dei tifosi bergamaschi. Lookman considera la choiamata dell'Inter quella giusta per fare un salto professionale, un salto che gli era stato negato l'estate scorsa quando il Paris Saint-Germain aveva bussato alle porte di Zingonia con una ricca proposta, rispedita al mittente. Stavolta però non è più tempo, nella testa del nigeriano, di procrastinare il trasferimento, e pretende che i Percassi mantengano la parola a fronte di un'offerta stabilita come equa ambo i lati.
L'Inter dal canto suo sente di aver fatto la mossa giusta arrivando a 45 milioni bonus compresi e attende l'evolversi dello scontro interno tra l'attaccante e la Dea. Ai nerazzurri milanesi gli agenti avevano prospettato, in base agli accordi, la possibilità di acquistare Lookman per quella cifra e legittimamente in Viale della Liberazione hanno colto l'occasione, convinti che tutti fossero sulla stessa lunghezza d'onda. Da qui la sorpresa per il rifiuto bergamasco della proposta, senza che venisse fatta una richiesta ufficiale in termini economici. La fase di stallo è stata interrotta bruscamente oggi dal protagonista della vicenda, che ha voluto ribadire la propria buona fede in una situazione che tende a inquadrarlo come il 'cattivo' di turno. Per capire che tipo di conseguenze sortiranno dal gesto significativo di Lookman non bisognerà attendere troppo. E magari con un piccolo rilancio da parte dell'Inter tutti salveranno il salvabile.
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