"Premier e Serie A sono molto differenti, in Serie A c'è molta più tattica che devi conoscere, il tuo ruolo all’interno della squadra e con i compagni. Fisicamente la Premier si fa sentire, molto ma è molto fisica anche la Serie A. Il lavoro tattico è più intenso in Italia". Così Scott McTominay, intervenuto sulle frequenze di CRC, radio partner del Napoli, si è espresso a proposito della differenza tra il massimo campionato inglese e quello italiano. Proprio a proposito di quest'ultimo, il centrocampista scozzese ha ammesso: "Sono rimasto molto impressionato dal livello, dall’Inghilterra non sempre riuscivo a rendermi conto come riesco a farlo adesso. Mi hanno impressionato i livelli tecnici delle squadre ma anche dei calciatori, a partire dai miei compagni di squadra. Le squadre stanno bene in campo, dall’estero non riuscivi ad accorgertene in pieno. C’è molto equilibrio in vetta, ed è dovuto a questo insieme di fattori".

⁠Fiducia sul Napoli primo in classifica? 
"Abbiamo molta fiducia nel gruppo, partita dopo partita guardiamo sempre alla prossima e ci teniamo dietro le cose buone che facciamo. Stiamo facendo progressi, ascoltiamo l’allenatore e lo staff e facciamo ciò che ci chiedono di fare. Si ragiona e si fanno progressi gara dopo partita, non pensiamo al lungo periodo ma c’è fiducia nel lavoro che facciamo".

Sul gioco di Conte:
"È molto flessibile, non giochi in una sola posizione bensì devi imparare a fare tante cose e ad assimilare le informazioni giuste per aiutare i compagni ad ottenere i risultati. Sento molto la posizione in cui mi sta schierando l’allenatore, mi aiuta a raggiungere gli obiettivi che ci poniamo".

Sezione: Il resto della A / Data: Mar 01 ottobre 2024 alle 19:30
Egle Patanè
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi