In occasione della presentazione del podcast 'Derbyssimo', spin off di Legends, di Stefano Fisico e Stefano Eranio, al FiftyFive in Via Piero della Francesca a Milano, Beppe Bergomi si è intrattenuto con i giornalisti per parlare di Milan e soprattutto di Inter.

Che cosa può essere successo al Milan nelle ultime 10 giornate?
"Io penso sempre che la società è troppo importante nella gestione dei momenti di difficoltà. Io leggo i giornali, se quanto scritto è vero si è creato un disequilibrio nello spogliatoio dove fino a quel punto il Milan era stato bravo, magari non attraverso grandi prestazioni ma attraverso compattezza di squadra e di gruppo. Poi quando è mancato l'obiettivo, perché nella sua testa dopo aver vinto il derby il Milan ha creduto di poter vincere lo Scudetto, allora lì si è un po' sciolto e non poteva andare più in gestione. Il Milan perde in casa con Udinese, Atalanta e Cagliari dove la pressione di San Siro si è sentita forte. Mi ha sorpreso, per tasso tecnico poteva arrivare facilmente tra le prime quattro".

A parità di proprietà USA, si può dire che la differenza è che all'Inter si è affidata a un management italiano con un numero uno come Marotta?
"Oggi ti dico di sì, conosco bene Beppe, ha le idee chiare, sa come costruire una squadra. Lo dice sempre, un mix tra giovani e meno giovani, puntare su un gruppo di italiani che senta il senso di appartenenza forte. Non vuol dire che gli altri non lo sentano, ma l'italiano lo sente in modo diverso. E non fare cose eccessive, bensì una programmazione. L'Inter programma da 6 anni".

Ti aspettavi questo Chivu?
"Cristian è un amico, l'ho conosciuto quando andavamo alle partite delle Legends. Intuivo le sue capacità, però Samaden, allora responsabile del settore giovanile, mi disse che Cristian ti entra nel cuore. Non è un giochista. E l'Inter aveva bisogno di questo per ripartire dopo un anno in cui fa due secondi posti. E siccome per come ragioniamo noi italiani arrivare secondi non va bene, dovevano ripartire. Cristian è stato il vero artefice della stagione dell'Inter".

L'anno prossimo cosa deve fare l'Inter per restare a questi livelli?
"L'Inter è una squadra difficilmente migliorabile. Con i giocatori che ha a disposizione uscire dal 3-5-2 non è semplice. Quindi sicuramente faranno qualcosa, perché qualcuno per limiti di età uscirà e cercheranno di mettere dentro un profilo italiano importante. Magari un giocatore più di struttura in mezzo al campo rispetto a tutti quelli tecnici che hanno. E un giocatore offensivo da uno contro uno che in questi anni l'Inter ha sempre ricercato. Non uscirei tanto da questo sistema di gioco".

FcIN - Facciamo i nomi: Palestra, Stankovic, Solet o Muharemovic in difesa. Chi porteresti all'Inter?
"Sono tutti profili giusti. Poi c'è sempre l'aspetto economico, le nostre società non possono permettersi più di tanto. Ma i nomi che hai fatto sono corretti perché per giocare a San Sitro ci vuole personalità, serve anche il tempo di far crescere questi giovani. Se penso a un profilo come Bisseck che l'Inter ha preso per 6 milioni e pian piano lo ha tenuto lì, a costo di rimetterci punti. Ora puoi farci una plusvalenza enorme e se lo tieni è un giocatore importante. Bisogna lavorare in questo senso".

FcIN - Bastoni deve rimanere o va sacrificato per un guadagno importante? Uno come lui ti costringe a giocare con il 3-5-2?
"Non è che ti costringe lui, chi ti costringe di più è Dimarco. Ma se uno fa 18 assist e 7 gol, perché rinunciare a un'arma così importante? Il problema di Bastoni è sempre stato la gestione emotiva dopo quello che è successo con la Juve, altrimenti è un giocatore forte, difensore moderno, italiano. Se si riesce a tenerlo in rosa molto bene".

Le parole di Beppe Bergomi
Sezione: Focus / Data: Gio 28 maggio 2026 alle 13:07 / Fonte: Dall'inviato Simone Togna
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.